Cremona celebra uno dei suoi giovani: sabato 20 settembre 2025, nella città di Denver (Colorado), Paolo Mori, originario della nostra provincia, riceverà l’ordinazione sacerdotale. Un passo importante non solo per lui, ma per l’intera comunità neocatecumenale cremonese, che vede in lui il sesto giovane proveniente da questo percorso a diventare sacerdote.

Il cammino di Paolo

Nato nel 1994 e cresciuto tra le vie tranquille di Stagno Lombardo, Paolo ha mosso i suoi primi passi nella vita studentesca al liceo “Daniele Manin” di Cremona. Dopo la maturità, la scelta di laurearsi in Scienze Motorie ha aperto la porta al desiderio di servire, incarnando con il corpo e l’anima un cammino di fede.

Nel novembre 2016 Paolo entra nel Seminario Arcidiocesano Missionario Redemptoris Mater di Denver, un’esperienza che lo porterà lontano dalle radici fisiche ma ancorato a quelle spirituali. Accanto agli studi oltreoceano, il suo percorso accademico si arricchisce con un master in Teologia conseguito all’“Angelicum” di Roma, un segno della sua apertura verso la profondità dottrinale della Chiesa.


Un’ordinazione che parla a tutti

L’ordinazione sacerdotale di don Paolo non è unevento isolato, ma si incrocia con ricorrenze e comunità. Si svolgerà infatti in concomitanza con il 55° anniversario del Cammino Neocatecumenale in Lombardia — un cammino che ha coinvolto generazioni, costruito relazioni, amicizie e fede.

Sarà una liturgia solenne, presieduta dall’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, insieme ai Vescovi lombardi, tra i quali il Vescovo di Cremona mons. Antonio Napolioni. Un momento di gioia condivisa tra le diocesi, simbolo del legame forte che unisce le comunità locali con quelle lontane.


Il ritorno a casa: la Prima Messa

Non appena avvenuta l’ordinazione, don Paolo farà ritorno in Italia per celebrare ciò che ogni sacerdote attende con trepidazione: la Prima Messa. Sarà mercoledì 24 settembre, alle ore 20, nella parrocchia di Sant’Ilario a Cremona, luogo che ospita le comunità neocatecumenali della città.

Questo rito non è solo formale: è punto d’incontro, è festa della famiglia cristiana, è testimonianza viva per chi lo conosce e per chi guarda. È l’abbraccio di Cremona verso uno dei suoi figli, che torna portando con sé un dono di fede, speranza e servizio.

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