Poeta, scrittore, regista, intellettuale. Pier Paolo Pasolini è stato una delle voci più potenti e controverse del Novecento italiano.
A cinquant’anni dalla sua tragica scomparsa, Cremona, la città che lo accolse da giovane, sceglie di ricordarlo con un grande evento diffuso: il Pasolini Festival Cremona.
Un’iniziativa organizzata dalla Società dei Militi con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Cremona, che fino al 7 dicembre 2025 propone un ricco calendario di incontri, dibattiti, proiezioni e riflessioni per riscoprire la complessità, la lucidità e la modernità del pensiero pasoliniano.
Il festival nasce dal desiderio di restituire profondità a una figura spesso citata ma raramente compresa nella sua interezza.
Come ha ricordato il sindaco Andrea Virgilio durante la presentazione, «Cremona vuole ricordare Pasolini non solo come figura storica, ma come voce viva, ancora capace di parlare alle nuove generazioni. Un invito alla coscienza critica, alla responsabilità e alla passione civile».
La città, che ospitò Pasolini nei suoi anni giovanili, rinnova così un legame che è insieme affettivo e culturale.
Già nel 2022 la Società dei Militi gli aveva dedicato una targa alla Biblioteca del Liceo Manin, e nel 2023 aveva proposto l’intitolazione del Lungargine Maestro. Oggi, con questo festival, Cremona gli restituisce il ruolo di intellettuale universale, ma anche di uomo profondamente legato al territorio.
Durante la conferenza stampa di presentazione, Alessandro Zontini, avvocato e studioso cremonese, ha ricordato la complessità di Pasolini:
«Fu un profeta spesso osteggiato, amato e criticato da tutti gli schieramenti, ma sempre libero nel pensiero. Cattolico e marxista, conservatore e rivoluzionario, Pasolini rappresenta la pluralità del pensiero italiano».
Pasolini ebbe il coraggio di dire ciò che molti non volevano sentire, di denunciare la banalizzazione, l’omologazione e il conformismo del suo tempo — mali che, come sottolineano gli organizzatori, «restano purtroppo attuali anche oggi».
Il Pasolini Festival Cremona è pensato come una rassegna diffusa, che coinvolge più luoghi simbolici della città:
il Salone della Società Filodrammatica, Palazzo Manna, Sala Maffei della Camera di Commercio, e il Teatro Amilcare Ponchielli, in collaborazione con la Fondazione.
L’inaugurazione ufficiale è prevista per venerdì 28 novembre alle ore 18 nel Salone della Società Filodrammatica, con l’incontro “Pier Paolo il Cremonese”, a cura del giornalista Alessandro Gnocchi, autore del libro “PPP. Le piccole patrie di Pasolini”.
Tra gli appuntamenti successivi:
Il festival si arricchisce inoltre di un FuoriFestival, con spettacoli e incontri speciali:
Un’importante sezione del festival si terrà anche al Teatro Amilcare Ponchielli, a cura dell’associazione Amici del Teatro L’Aurea Cetra, con incontri dedicati al rapporto tra Pasolini e i grandi classici, la poesia e la musica:
Il Pasolini Festival Cremona è un progetto pensato “da giovani per i giovani”, come ha spiegato il direttore artistico Giulio Solzi Gaboardi:
«Vogliamo proporre Pasolini come esempio di libertà. In un tempo di conformismo, la sua voce ci insegna ancora a pensare con indipendenza e coraggio».
Un’iniziativa che non solo restituisce attualità al pensiero pasoliniano, ma fa di Cremona una città che crede nella cultura come strumento di crescita civile e comunitaria.
Come ha sottolineato l’assessore Luca Burgazzi, «Il Festival rappresenta un’occasione per coinvolgere i giovani e invitarli a confrontarsi con i temi della libertà, della responsabilità e del pensiero critico. Cremona crede nella cultura come spazio di partecipazione e consapevolezza».

