La Sala Maffei ha ospitato ieri il concerto “Good Cellas”, appuntamento promosso dalla Fondazione Casa Stradivari nell’ambito della residenza artistica che ha portato a Cremona il violoncellista Jean-Guihen Queyras insieme a undici giovani musicisti della Hochschule für Musik di Friburgo.
A rendere la serata particolarmente significativa è stata la presenza del violoncello Stradivari “Kaiser” del 1707, strumento storico di proprietà del Canimex Group del Québec, tornato in città per la prima volta dalla sua realizzazione e affidato temporaneamente a Queyras.

Il programma ha proposto un percorso eterogeneo, con musiche di Dowland, Monteverdi, Britten, Bruckner, Verdi e Puccini, costruito su un’idea di continuità timbrica più che su un approccio virtuosistico. L’ensemble ha lavorato con un suono compatto e controllato, privilegiando precisione e ascolto reciproco. Queyras ha guidato il gruppo con una direzione discreta, concentrata sull’equilibrio delle voci e sulla definizione del colore sonoro.

Un contributo importante alla fruizione del concerto è arrivato da Francesco Tamburini, unico italiano dell’ensemble, che ha introdotto ciascun brano con spiegazioni concise e puntuali, fornendo al pubblico un orientamento utile senza interferire con il flusso della serata.

Nel corso del concerto, un momento particolarmente intenso è stato offerto dall’interpretazione di “Chant du ménestrel” (Il canto del menestrello) di Aleksandr Glazunov. Queyras ha proposto la linea melodica con un fraseggio ampio e controllato, restituendo al brano una dimensione lirica che ha trovato risalto nella timbrica definita del “Kaiser”. La fusione tra la voce dello strumento e la sensibilità interpretativa del musicista ha creato un’atmosfera di notevole coinvolgimento emotivo, percepita chiaramente dal pubblico in sala.

Il concerto concludeva una settimana di attività che comprendeva anche una masterclass aperta al pubblico, parte integrante del progetto di residenza. Gli undici giovani violoncellisti, già allievi di Queyras a Friburgo, hanno potuto confrontarsi con un lavoro approfondito su repertorio e tecnica, offrendo a studenti, cittadini e curiosi l’occasione di osservare da vicino il processo formativo.

La serata conferma la linea culturale intrapresa dalla Fondazione Casa Stradivari, che continua a coniugare alta formazione, divulgazione e proposte artistiche di valore. Un appuntamento sobrio, ben costruito e rispettoso della tradizione liutaria cremonese, amplificato dal ritorno in città di un violoncello che, dopo più di tre secoli, ha ritrovato il luogo in cui è nato.

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