Si chiude con grande successo la prima edizione di “Armonie nel Tempo”: la musica da camera conquista il pubblico nei luoghi simbolo della provincia di Cremona

Si è conclusa con una straordinaria partecipazione di pubblico la prima edizione di Armonie nel Tempo, il festival di musica da camera, promosso dall’Associazione Culturale Visit Cremona e dalla Società dei Militi, che, dal 18 al 21 giugno, ha trasformato alcuni dei luoghi storici più affascinanti della provincia di Cremona in palcoscenici d’eccezione per giovani musicisti di livello internazionale.

Il festival ha coinvolto il Castello Visconteo di Pandino, la Rocca Sforzesca di Soncino e Villa Medici del Vascello di San Giovanni in Croce, proponendo tre programmi differenti accomunati dalla volontà di coniugare eccellenza musicale, valorizzazione del patrimonio storico e promozione del territorio.

La risposta del pubblico ha superato le aspettative della vigilia. Il sold out registrato a tutti i tre concerti ha confermato l’interesse della comunità verso iniziative culturali di qualità, dimostrando come la musica classica possa ancora oggi rappresentare uno straordinario strumento di aggregazione e valorizzazione del territorio.

«La risposta ricevuta dal pubblico è stata superiore a ogni aspettativa – dichiara Sonny Ciliberto, Direttore del Festival e Presidente dell’Associazione Culturale Visit Cremona –. Armonie nel Tempo nasce con l’obiettivo di mettere in dialogo la grande musica da camera con il patrimonio storico del territorio. Vedere così tante persone partecipare agli eventi, apprezzare i concerti e scoprire questi luoghi attraverso la musica rappresenta il risultato più importante di questa prima edizione».

«È motivo di orgoglio per la nostra associazione – afferma Giulio Solzi Gaboardi, presidente della Società dei Militi – aver promosso una rassegna che ha rappresentato il territorio nella sua interezza: la bellezza delle sue architetture, la sua storia, la musica e l’artigianato liutario. È la dimostrazione di un territorio vivo, pulsante, affamato di bellezza che trova nei giovani il perno di una riscoperta sistematica e vivace del proprio patrimonio artistico, ma soprattutto umano. Il nostro grazie va alla visionarietà di Sonny Ciliberto, alla disponibilità dei musicisti, degli sponsor e delle istituzioni coinvolte».

Ad animare il festival è stato un cast internazionale di giovani artisti provenienti da alcuni dei più prestigiosi conservatori, accademie e istituzioni musicali europee e nordamericane.

Tra i protagonisti della manifestazione figurano la violinista statunitense Meriel Bizri, il violinista ucraino Georgii Moroz, il violista irlandese Martin Moriarty, il violista canadese Tilman Sandvoss, la violoncellista australiana Charlotte Miles, il violoncellista italiano Francesco Tamburini e il pianista italiano Paolo Tirro.

I musicisti ospiti del festival vantano collaborazioni con alcune delle più importanti realtà musicali internazionali, tra cui il Verbier Festival, la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, la Mahler Chamber Orchestra, la Boston Symphony Orchestra, la Karajan Academy dei Berliner Philharmoniker, la Mozarteum Universität Salzburg, la Musik Akademie Basel e numerose altre istituzioni di riferimento del panorama musicale europeo e mondiale.

Il concerto inaugurale di Pandino, intitolato “Viaggi – Caffè Viennese”, ha accompagnato il pubblico attraverso le musiche di Beethoven, Mozart e Brahms nella suggestiva cornice del Castello Visconteo.

Il secondo appuntamento, “Radici”, ospitato dalla Rocca Sforzesca di Soncino, ha proposto un percorso musicale tra Dowland, Bach, Monteverdi, Barrière e Boccherini, dedicato alle origini della tradizione musicale europea. La serata è stata inoltre impreziosita dalla collaborazione con Fondazione Casa Stradivari, rafforzando il legame tra il festival e la tradizione liutaria cremonese, riconosciuta a livello internazionale come una delle più importanti espressioni del patrimonio culturale italiano.

A chiudere la manifestazione è stata la serata “Monografie – Robert Schumann”, ospitata nella prestigiosa cornice di Villa Medici del Vascello a San Giovanni in Croce, che ha condotto il pubblico attraverso alcune delle più significative pagine cameristiche del compositore tedesco.

L’organizzazione desidera ringraziare i Comuni di Pandino, Soncino e San Giovanni in Croce, che hanno creduto nel progetto fin dalle sue fasi iniziali, contribuendo concretamente alla sua realizzazione, nonché la Provincia di Cremona per il patrocinio concesso e il contributo economico ricevuto tramite il Bando Cultura 2026 che ha reso possibile la realizzazione dei tre appuntamenti.

Un ringraziamento particolare va a Fondazione Casa Stradivari, protagonista di una collaborazione di grande valore artistico e culturale nella serata di Soncino.

Attraverso il proprio percorso di alta formazione dedicato alla liuteria, la Fondazione promuove la costruzione di strumenti ad arco secondo la tradizione cremonese, favorendo un dialogo costante tra giovani liutai, musicisti e artisti di livello internazionale. Gli strumenti realizzati nell’ambito di questo progetto vengono costantemente testati, perfezionati e valorizzati attraverso l’attività concertistica.

In occasione di Armonie nel Tempo, alcuni di questi strumenti sono stati messi a disposizione dei musicisti del festival per il concerto alla Rocca Sforzesca di Soncino, segnando la prima esecuzione pubblica in Italia di strumenti realizzati all’interno del percorso formativo di Fondazione Casa Stradivari. Un momento particolarmente significativo, che ha consentito al pubblico di ascoltare dal vivo il risultato di un progetto che unisce formazione, ricerca, artigianato e interpretazione musicale.

La collaborazione ha rappresentato uno degli elementi distintivi della prima edizione del festival, creando un ponte concreto tra la nuova generazione di liutai formati a Cremona e una nuova generazione di musicisti provenienti da Europa e Nord America, entrambi protagonisti di un percorso di eccellenza e valorizzazione del patrimonio culturale.

L’Associazione Culturale Visit Cremona desidera inoltre esprimere la propria gratitudine a BCC Credito Padano e BCC Cremasca e Mantovana, che hanno scelto di sostenere la prima edizione di Armonie nel Tempo, condividendone gli obiettivi di valorizzazione culturale e promozione del territorio.

Un sentito ringraziamento va infine a Insurance4Music (I4M), New Box S.r.l. e New Sistem S.r.l., il cui contributo ha permesso di realizzare una manifestazione che ha portato giovani musicisti internazionali nei luoghi storici più significativi della provincia di Cremona.

La positiva risposta del pubblico e il coinvolgimento delle istituzioni, degli sponsor e dei partner culturali confermano la validità di un progetto che ha saputo creare un dialogo virtuoso tra musica, storia e territorio.

Forte dei risultati ottenuti, Armonie nel Tempo guarda ora al futuro con l’obiettivo di consolidare e ampliare un’iniziativa che ha dimostrato di poter rappresentare un importante strumento di promozione culturale e turistica per l’intera provincia di Cremona.

Il Castello Visconteo di Pandino inaugura “Armonie nel Tempo” con un viaggio nella grande musica da camera

Pandino, 18 giugno 2026 – Sarà il suggestivo Castello Visconteo di Pandino ad aprire ufficialmente la prima edizione di Armonie nel Tempo, il nuovo festival di musica da camera che porta giovani talenti internazionali nei luoghi storici più affascinanti della provincia di Cremona.

L’appuntamento inaugurale, in programma giovedì 18 giugno alle ore 21.00, rappresenta il primo dei tre concerti che compongono il festival ideato da Sonny Ciliberto, Presidente dell’Associazione Culturale Visit Cremona e Direttore del Festival, in collaborazione con la Società dei Militi, e realizzato con il patrocinio della Provincia di Cremona e la collaborazione dei Comuni di Pandino, Soncino e San Giovanni in Croce.

La serata, intitolata “VIAGGI – Caffè Viennese”, accompagnerà il pubblico nel cuore della grande tradizione cameristica dell’Europa centrale, attraverso alcune delle pagine più significative di Beethoven, Mozart e Brahms. Un itinerario musicale che attraversa epoche e linguaggi diversi, ma accomunati dalla raffinata arte del dialogo tra gli strumenti.

Il programma

Ludwig van Beethoven
Duetto per viola e violoncello in mi bemolle maggiore, WoO 32 “degli occhiali”

Wolfgang Amadeus Mozart
Quartetto per archi n. 1 in sol maggiore, K. 80 “Lodi”

Johannes Brahms
Sestetto per archi n. 2 in sol maggiore, Op. 36

A interpretare il concerto saranno musicisti provenienti da alcune delle più prestigiose accademie e istituzioni musicali europee e internazionali:

Meriel Bizri e Georgii Moroz, violini
Martin Moriarty e Tilman Sandvoss, viole
Charlotte Miles e Francesco Tamburini, violoncelli

Artisti attivi nelle principali sale da concerto e nei festival internazionali di Europa e Nord America, i musicisti di Armonie nel Tempo rappresentano una nuova generazione di interpreti accomunati dall’eccellenza artistica e dalla passione per la musica da camera.

La scelta del Castello Visconteo di Pandino assume un significato centrale all’interno del progetto. Considerato uno dei più importanti esempi di architettura viscontea conservati in Lombardia, il castello rappresenta un luogo simbolo della storia e dell’identità del territorio. La sua corte e i suoi spazi monumentali offriranno una cornice unica per l’incontro tra musica e patrimonio culturale, elemento fondante della visione del festival.

L’evento è realizzato grazie alla collaborazione del Comune di Pandino, che ha condiviso sin dall’inizio l’obiettivo di valorizzare il proprio patrimonio storico attraverso iniziative culturali di qualità aperte alla cittadinanza e ai visitatori.

Il sostegno degli sponsor

Particolare rilevanza assume il sostegno di BCC Credito Padano, che ha scelto di affiancare il festival condividendone la missione di valorizzazione culturale e promozione del territorio. Il contributo della Banca testimonia l’attenzione verso iniziative capaci di generare valore per le comunità locali, sostenendo progetti che favoriscono la crescita culturale, la partecipazione e la valorizzazione delle eccellenze territoriali.

Accanto a BCC Credito Padano, il festival può contare sul supporto di Insurance4Music (I4M), realtà specializzata nei servizi assicurativi dedicati al mondo della musica e degli eventi, che ha scelto di sostenere un progetto volto a promuovere giovani talenti e diffondere la musica da camera in contesti di straordinario valore storico e artistico.

Un ringraziamento va inoltre a New Box S.r.l. e New Sistem S.r.l., aziende che hanno deciso di sostenere la prima edizione di Armonie nel Tempo, contribuendo concretamente alla realizzazione di una manifestazione che unisce cultura, patrimonio storico e valorizzazione del territorio.

La collaborazione tra istituzioni pubbliche, sistema cooperativo, imprese e operatori del settore musicale rappresenta uno degli elementi distintivi del festival, confermando come la cultura possa essere un efficace strumento di crescita, partecipazione e sviluppo per l’intera comunità.

Nasce il Festival Armonie nel Tempo

Una musica che non si limita a essere eseguita, ma che si insinua tra le architetture, attraversa corti e giardini, e restituisce ai luoghi la loro voce più autentica. Da questa visione nasce Armonie nel Tempo, il festival di musica da camera promosso dall’Associazione culturale Visit Cremona e dalla Società dei Militi, coordinato con i Comuni di Pandino, Soncino e San Giovanni in Croce e il patrocinio della Provincia di Cremona, che ha finanziato il progetto grazie al bando cultura della provincia.

Il progetto, ideato dal presidente di Visit Cremona, Sonny Ciliberto, che ricoprirà il ruolo di direttore artistico, si sviluppa come un percorso culturale diffuso nella provincia di Cremona, dove la musica diventa strumento di valorizzazione del territorio e chiave di lettura della sua identità più profonda. Non un semplice calendario di concerti, ma un’esperienza che mette in relazione suono, storia e paesaggio.

Come scriveva Hermann Hesse, «Tutto, al mio arrivo a Cremona, mi si presentò contemporaneamente alla vista come pervaso da una musica di mirabile armonia.»
È proprio questa suggestione a guidare il festival: portare la musica fuori dai luoghi convenzionali e restituirla agli spazi che da secoli custodiscono memoria e bellezza.

Il festival si articolerà in tre appuntamenti, ciascuno ospitato in un contesto di grande valore storico e architettonico, con inizio dei concerti alle ore 21.00. Il programma musicale accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso epoche e stili, spaziando dal repertorio barocco europeo tra Italia, Francia e Inghilterra, ai grandi capolavori cameristici tedeschi dell’Ottocento, fino a una monografia dedicata a Robert Schumann e alle sue suggestive atmosfere fiabesche.


Il 18 giugno il primo concerto si terrà a Pandino, all’interno del Castello Visconteo, una delle più importanti architetture fortificate lombarde del XIV secolo, dove la regolarità delle forme e gli spazi raccolti creano un dialogo naturale con la musica da camera.


Il 19 giugno sarà la volta di Soncino, borgo tra i meglio conservati della regione, dominato dalla Rocca Sforzesca: un luogo in cui la solidità delle mura e la forza della storia medievale incontrano la leggerezza e la profondità del linguaggio musicale.


Il 21 giugno il festival si concluderà a San Giovanni in Croce, nella raffinata Villa Medici del Vascello, dimora storica immersa nel paesaggio della pianura e legata alla figura di Cecilia Gallerani, capace di offrire una cornice di grande eleganza e suggestione.


«Un progetto — commenta il presidente della Società dei Militi, Giulio Solzi Gaboardiche rispecchia la vocazione della nostra associazione: radicata al territorio, alla provincia e ai giovani. La cultura, l’arte e la musica sono un bene sommo che non può restare chiuso tra le mura cittadine. Rincorriamo la bellezza».

A sottolineare il valore dell’iniziativa anche il contributo istituzionale del Sindaco di Pandino, Piergiacomo Bonaventi, che evidenzia come:
«La valorizzazione dei talenti musicali giovanili è un obiettivo che la politica dovrebbe sempre tenere in primo piano. Il festival Armonie nel Tempo nasce proprio con questa visione: sostenere concretamente i giovani musicisti nel loro percorso di crescita artistica, mettendo a disposizione strumenti di eccezionale valore sia per l’attività concertistica sia per le registrazioni, offrendo loro opportunità reali di espressione e sviluppo.

In questo percorso è fondamentale il ruolo dell’espressione musicale come collante della provincia di Cremona, un territorio non sempre sufficientemente coeso, articolato in aree con identità distinte e talvolta segnato da una certa frammentazione. Il cremonese, il cremasco e il casalasco rappresentano realtà diverse, con caratteristiche proprie, che possono tuttavia trovare nella cultura un punto di incontro.

È proprio in questa prospettiva che si comprende l’importanza di un festival musicale itinerante, concepito anche come uno strumento capace di unire queste diverse anime territoriali, costruendo una comunione tra zone distinte e portando la musica nei vari comuni. Armonie nel Tempo diventa così un’occasione concreta per rafforzare il senso di appartenenza e valorizzare, in modo condiviso, i giovani talenti e l’identità della provincia».

Anche il Sindaco di Soncino, Gabriele Gallina, sottolinea il valore culturale e territoriale del progetto:
«Soncino accoglie con entusiasmo un progetto come Armonie nel Tempo, capace di coniugare qualità artistica, valorizzazione del patrimonio storico e collaborazione tra territori. La Rocca Sforzesca rappresenta uno dei simboli più importanti della nostra identità culturale e ospitare concerti all’interno di questo contesto permette di far conoscere un luogo che da secoli custodisce storia, memoria e bellezza.

Crediamo fortemente nel valore della cultura come strumento di connessione tra comunità diverse e come occasione di crescita per il territorio. Il fatto che il festival coinvolga realtà differenti della provincia di Cremona rappresenta un segnale importante di collaborazione istituzionale e di visione condivisa.

Particolarmente significativo è il coinvolgimento di giovani musicisti e professionisti: siamo da sempre impegnati a sostenere un futuro culturale dinamico, capace di mantenere viva la tradizione musicale del nostro territorio aprendola allo stesso tempo a nuove prospettive».

A rafforzare ulteriormente il valore dell’iniziativa è anche la dichiarazione del Presidente della Provincia di Cremona, Roberto Mariani:
«La rassegna Armonie nel Tempo rappresenta un esempio concreto di come la cultura possa diventare uno strumento di valorizzazione diffusa del territorio provinciale. Il fatto che il festival coinvolga tre località – San Giovanni in Croce, Pandino e Soncino – unite dalla straordinaria bellezza dei loro luoghi simbolo, dimostra come sia possibile costruire un vero itinerario culturale capace di mettere in rete patrimoni e comunità.

Questa iniziativa interpreta pienamente lo spirito dell’Avviso pubblico promosso dalla Provincia di Cremona, che punta proprio a sostenere progetti in grado di valorizzare il patrimonio storico-artistico e di ampliare l’offerta culturale in modo diffuso. In questo senso, il contributo assegnato all’Associazione Società dei Militi va nella direzione di incentivare progettualità di qualità, con una ricaduta concreta sul territorio.

È particolarmente significativo che un progetto di questo livello sia ideato e realizzato da un gruppo di giovani: un segnale importante di vitalità, competenza e capacità di innovare, che la Provincia intende sostenere e accompagnare. Investire nei giovani significa investire nel futuro culturale del nostro territorio.

Non è un caso che la presentazione dell’iniziativa si svolga nella Sala Consiliare della Provincia: questo luogo è la casa dei Comuni del territorio e rappresenta simbolicamente uno spazio di condivisione, in cui progetti come Armonie nel Tempo trovano piena espressione e sostegno istituzionale».

Elemento distintivo del festival è la collaborazione con Casa Stradivari, che metterà a disposizione strumenti realizzati nell’ambito del proprio progetto artistico. Questi strumenti saranno protagonisti, rafforzando il legame tra la tradizione liutaria cremonese e la sua evoluzione contemporanea.

I concerti saranno a ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria, per garantire una fruizione accessibile e al tempo stesso attenta alla qualità dell’esperienza. Le prenotazioni potranno essere effettuate scrivendo all’indirizzo e-mail info@visitcremona.org oppure tramite il link Eventbrite dedicato.
Armonie nel Tempo si configura così come un progetto capace di unire comunità, istituzioni e territorio, proponendo un modello di valorizzazione culturale che guarda al futuro, fondato su una fruizione autentica e consapevole dei luoghi.

Hi-Res Digital: a Cremona la musica guarda al futuro

Nel cuore di Cremona, città simbolo della musica nel mondo, cresce una realtà giovane ma già significativa: Hi-Res Digital APS, un’associazione culturale che unisce competenze artistiche e tecnologie audio per sviluppare nuovi progetti musicali e formativi.

Nata con l’obiettivo di valorizzare le nuove idee e dare spazio alle generazioni emergenti, Hi-Res Digital si presenta come un vero e proprio laboratorio creativo, in cui musica, sperimentazione e innovazione convivono in modo naturale.


Un centro culturale per la musica contemporanea

Hi-Res Digital non è solo un’etichetta indipendente, ma un centro culturale che promuove una visione moderna della produzione musicale. L’associazione mette a disposizione dei propri membri competenze professionali maturate nel campo delle arti musicali e delle tecnologie audio, creando un ambiente in cui è possibile crescere, confrontarsi e sviluppare progetti concreti.

L’attenzione è rivolta in particolare alla musica immersiva e alle nuove modalità di ascolto, un ambito sempre più centrale nel panorama contemporaneo, che richiede competenze tecniche e sensibilità artistica.


Formazione e partecipazione attiva

Uno degli aspetti più distintivi dell’attività dell’associazione è il coinvolgimento diretto dei giovani musicisti e tecnici. Hi-Res Digital offre infatti la possibilità di partecipare attivamente a tutte le fasi di produzione: dalla preparazione artistica alle registrazioni, fino alla post-produzione.

Un approccio che trasforma ogni progetto in un’esperienza formativa completa, permettendo agli associati di confrontarsi con il mondo reale della produzione musicale e di acquisire competenze concrete.


Progetti e produzioni

Tra le iniziative più significative di Hi-Res Digital spicca la produzione del nuovo album del soprano Maria Cecilia Marinelli, intitolato “I Hate Musicals… but I like to sing them!”. Un progetto che rappresenta non solo una pubblicazione musicale, ma una vera sintesi della visione dell’associazione.

Il disco nasce dall’idea di reinterpretare i grandi classici del musical americano attraverso un linguaggio nuovo, più essenziale ed elegante, grazie agli arrangiamenti del maestro H. Raúl Domínguez e alla collaborazione con il Quartetto Archimia.

Si tratta di un lavoro che unisce mondi diversi: la formazione lirica della Marinelli e l’energia del musical, dando vita a un risultato originale che valorizza la versatilità vocale dell’artista e la capacità di adattarsi a repertori differenti.

Non è un caso che parte dell’album sia stata registrata proprio a Cremona, al Teatro Filodrammatici, rafforzando il legame tra produzione artistica e territorio.

Il progetto si inserisce inoltre in una visione più ampia: è infatti il primo capitolo di una collana discografica dedicata a generi musicali diversi, con l’obiettivo di esplorare nuove direzioni sonore e ampliare l’offerta culturale.

Un lavoro che racconta bene l’identità di Hi-Res Digital: unire qualità artistica, sperimentazione e radicamento territoriale, portando da Cremona produzioni capaci di dialogare con un pubblico internazionale.


Una realtà in crescita

Hi-Res Digital rappresenta un esempio concreto di come una associazione culturale possa contribuire alla crescita del territorio, mettendo in relazione artisti, tecnici e appassionati.

Un progetto che guarda al futuro, partendo da Cremona, con l’obiettivo di costruire una comunità creativa in grado di produrre cultura, musica e nuove opportunità.

Andrea Lucchesini torna a Cremona: al Museo del Violino un nuovo appuntamento con i Concerti della Stauffer

Mercoledì 15 aprile alle ore 20.30, l’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino di Cremona ospita un nuovo appuntamento de I Concerti della Stauffer, rassegna che rappresenta uno dei momenti più significativi della vita musicale cittadina.

Protagonista della serata sarà il pianista Andrea Lucchesini, affiancato dai Quartetti Stauffer Quartetto di Genova e Quartetto Quazar per un programma che accosta due capolavori del repertorio cameristico: il Quintetto per pianoforte e archi in Fa minore op. 34 di Johannes Brahms e il Quintetto per pianoforte e archi in Sol minore op. 57 di Dmitrij Šostakovič.


Un ritorno atteso dopo il successo recente

Il ritorno di Lucchesini a Cremona arriva dopo il grande successo ottenuto nelle scorse settimane, quando il pianista toscano ha concluso la rassegna Il Pianoforte con un concerto particolarmente apprezzato dal pubblico. In quell’occasione, il programma aveva messo in dialogo epoche lontane, accostando Domenico Scarlatti e Luciano Berio, per poi culminare nei 24 Preludi di Fryderyk Chopin, eseguiti con grande intensità e accolti con entusiasmo dall’Auditorium Arvedi.

Una serata che ha confermato la capacità di Lucchesini di costruire percorsi musicali originali, capaci di mettere in relazione linguaggi diversi e di coinvolgere l’ascoltatore in un’esperienza di ascolto non convenzionale.

La Stauffer: formazione e palcoscenico

Il concerto si inserisce nel progetto artistico dell’Accademia Stauffer, che da anni affianca alla formazione di alto livello un’intensa attività concertistica. Un modello che permette agli allievi di confrontarsi direttamente con il pubblico e con interpreti di fama internazionale, trasformando il concerto in parte integrante del percorso di crescita.

In questo contesto, la presenza di un musicista come Lucchesini rappresenta un momento di particolare valore: non solo interprete, ma anche didatta e figura di riferimento nel panorama musicale contemporaneo.

Un dialogo tra epoche e linguaggi

Il programma della serata propone un confronto tra due opere lontane nel tempo ma accomunate da una forte intensità espressiva. Il quintetto di Brahms, tra i più celebri del repertorio romantico, si distingue per la ricchezza tematica e la profondità emotiva. Quello di Šostakovič, scritto nel pieno del Novecento, introduce invece tensioni, contrasti e una scrittura più drammatica, riflesso del contesto storico e culturale in cui è nato.

Un accostamento che riflette la visione della Stauffer: mettere in dialogo tradizione e modernità, offrendo al pubblico percorsi di ascolto che attraversano epoche e sensibilità diverse.

CremonaJazz 2026: quando la città si apre a nuovi linguaggi musicali

Dal 20 aprile al 4 giugno 2026 torna CremonaJazz, la rassegna che da undici edizioni porta in città alcuni tra i protagonisti più interessanti della scena jazz internazionale. Un appuntamento che, anno dopo anno, ha costruito un’identità precisa: non solo una serie di concerti, ma uno spazio di incontro tra tradizione musicale e sperimentazione.

Tutti gli eventi si svolgeranno all’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino, un luogo simbolo della musica a Cremona, noto per la qualità acustica e per la capacità di ospitare progetti che dialogano con la contemporaneità.

Una città che va oltre la propria tradizione

Cremona è conosciuta nel mondo per la liuteria e per la sua storia legata alla musica classica. Proprio per questo, iniziative come CremonaJazz assumono un valore particolare: dimostrano la capacità della città di aprirsi a linguaggi diversi, mantenendo una forte identità ma senza restare ancorata a un solo repertorio.

Il jazz, con la sua natura libera e in continua evoluzione, trova a Cremona un contesto capace di accoglierlo e valorizzarlo. Non come alternativa alla tradizione, ma come sua naturale estensione.

Un programma tra grandi nomi e nuove visioni

L’edizione 2026 propone un cartellone che unisce artisti affermati e progetti originali. Tra i protagonisti figurano nomi di rilievo internazionale come Peter Erskine, storico batterista dei Weather Report, e Nicole Zuraitis, vincitrice di Grammy, accanto a interpreti contemporanei come Veronica Swift e Olivia Trummer.

Accanto a loro, musicisti capaci di attraversare generi e influenze, come Omar Sosa e Trilok Gurtu, porteranno sul palco sonorità che mescolano jazz, world music e sperimentazione.

Ad aprire la rassegna sarà un’anteprima affidata ad Amii Stewart, con un progetto che intreccia soul, R&B e jazz, confermando l’attenzione della rassegna verso contaminazioni e nuovi percorsi musicali.

Il valore di una rassegna nel tempo

Arrivato alla sua undicesima edizione, CremonaJazz si è progressivamente affermato come uno degli appuntamenti di riferimento nel panorama nazionale. La crescita della rassegna è legata a una linea artistica chiara: qualità, equilibrio tra nomi affermati e nuove proposte, attenzione alla costruzione di programmi coerenti.

Non è solo il cartellone a definire il valore della manifestazione, ma anche il contesto in cui si inserisce. CremonaJazz contribuisce infatti a rafforzare l’immagine della città come luogo in cui la musica non è solo patrimonio storico, ma pratica viva e contemporanea.

Un’esperienza che va oltre il concerto

Partecipare a CremonaJazz significa vivere un’esperienza che unisce ascolto e ambiente. L’Auditorium Arvedi, con la sua acustica e la sua architettura, diventa parte integrante del concerto, offrendo un contesto che valorizza ogni sfumatura sonora.

In questo senso, la rassegna non è solo un evento musicale, ma un elemento del racconto più ampio di Cremona: una città capace di tenere insieme passato e presente, tradizione e innovazione.

CremonaJazz 2026 si inserisce così in un percorso che continua a evolversi, portando in città suoni, visioni e storie provenienti da tutto il mondo, senza perdere il legame con la propria identità.

Mina, una voce senza tempo

Il 25 marzo si celebra il compleanno di Mina, una delle voci più importanti e riconoscibili della musica italiana e internazionale. Un’artista capace di attraversare oltre mezzo secolo di storia musicale, mantenendo intatta la propria forza espressiva e il proprio fascino, anche lontano dalle scene.

La sua carriera ha avuto inizio alla fine degli anni Cinquanta, in un’Italia che stava cambiando volto. Le prime esibizioni tra locali e sale da ballo hanno subito rivelato una personalità fuori dagli schemi: una voce potente, un’interpretazione intensa e una presenza scenica capace di sorprendere. Fin da subito, Mina si è distinta per uno stile innovativo, contribuendo a ridefinire il modo di cantare e vivere la musica nel nostro Paese.


Gli inizi e l’ascesa

Tra i primi momenti decisivi della sua carriera si ricordano le esibizioni con i gruppi musicali dell’epoca e le prime incisioni discografiche, che ottennero un successo immediato. Il debutto televisivo e la partecipazione al Festival di Sanremo segnarono poi il passaggio verso una popolarità nazionale, consolidata negli anni Sessanta.

Mina divenne rapidamente una delle protagoniste della scena musicale italiana, anche grazie alla sua capacità di spaziare tra generi diversi: dal rock and roll agli standard internazionali, dalla canzone d’autore alla musica leggera più raffinata. Il suo repertorio si arricchì di brani destinati a diventare classici, molti dei quali ancora oggi fanno parte della memoria collettiva.


Un legame con il territorio

Il rapporto tra Mina e Cremona è parte integrante della storia culturale della città. Tra i primi passi della sua carriera, proprio il territorio cremonese ha fatto da sfondo ad alcune esperienze fondamentali, contribuendo a costruire quel percorso che l’avrebbe portata a diventare una delle interpreti più amate di sempre.

Negli anni, il legame con la città è rimasto vivo anche attraverso la memoria collettiva e l’identità musicale del territorio, che continua a riconoscersi nella sua figura.


Il ritiro e il mito

Nel 1974 Mina decide di ritirarsi dalle scene, scegliendo di non apparire più in pubblico. Una scelta che, anziché indebolire la sua presenza, ha contribuito a rafforzarne il mito. Da allora, l’artista ha continuato a pubblicare musica con regolarità, mantenendo un rapporto costante con il pubblico attraverso le sue canzoni.

Album, collaborazioni e reinterpretazioni hanno segnato le decadi successive, dimostrando una straordinaria capacità di rinnovarsi. Tra i progetti più noti, anche le collaborazioni con artisti di primo piano della musica italiana, che hanno contribuito a mantenere viva la sua presenza nel panorama musicale contemporaneo.


Una voce che resta

Mina rappresenta ancora oggi un punto di riferimento per la musica italiana. La sua voce, capace di passare dalla potenza all’intimità con naturalezza, continua a essere studiata, ascoltata e reinterpretata.

A Cremona, città della musica per eccellenza, il suo nome resta legato a una dimensione che va oltre la semplice celebrazione: è parte di una storia culturale più ampia, fatta di talento, ricerca e capacità di lasciare un segno duraturo.

Perché alcune voci non appartengono solo a un’epoca.
Diventano patrimonio condiviso.

Il Consorzio Liutai celebra 30 anni con il Quartetto di Cremona

Cremona si prepara a celebrare un traguardo significativo per una delle realtà che meglio rappresentano l’identità della città: il Consorzio Liutai “Antonio Stradivari”, che quest’anno festeggia 30 anni di attività.

Per l’occasione è stato organizzato un concerto speciale che si terrà venerdì 20 marzo alle ore 19 presso l’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino, uno dei luoghi simbolo della musica e della liuteria cremonese. Protagonista della serata sarà il Quartetto di Cremona, formazione di fama internazionale che da anni porta nel mondo la tradizione musicale della città.

L’evento rappresenta non solo una celebrazione, ma anche un momento di incontro tra cittadini, musicisti, appassionati e professionisti del settore. Il Consorzio Liutai, nato con l’obiettivo di promuovere e tutelare la tradizione liutaria cremonese, ha infatti svolto negli ultimi trent’anni un ruolo fondamentale nel sostenere il lavoro degli artigiani e nel diffondere nel mondo il valore degli strumenti costruiti a Cremona.

La città è universalmente riconosciuta come capitale mondiale della liuteria, una tradizione secolare che affonda le sue radici nei grandi maestri del passato come Stradivari, Amati e Guarneri e che continua ancora oggi grazie al lavoro di numerosi liutai e alle istituzioni dedicate alla formazione e alla ricerca.

Il concerto del Quartetto di Cremona sarà quindi l’occasione per celebrare questa storia fatta di arte, artigianato e musica, in un luogo simbolico come l’Auditorium Arvedi, noto per la qualità della sua acustica e per essere uno dei principali punti di riferimento per la musica da camera in Italia.

L’ingresso alla serata sarà gratuito fino a esaurimento posti, permettendo a tutti di partecipare a un appuntamento che unisce la celebrazione di un anniversario importante con la bellezza della grande musica.

Un modo per ricordare come, a Cremona, la liuteria non sia soltanto tradizione, ma una realtà viva che continua a produrre cultura, suoni e storie capaci di viaggiare nel mondo.

Bach e Weinberg al Museo del Violino: due serate con Mario Brunello e l’Accademia Stauffer

Giovedì 5 e venerdì 6 marzo, alle ore 20.30, il Museo del Violino di Cremona ospita Bach ~ Weinberg | La giusta distanza, progetto artistico che vede protagonista Mario Brunello insieme ai giovani violoncellisti dell’Accademia Stauffer: Luís Dias Canali, Chiara Kaufman, Mattia Midrio e Giada Moretti.

Il doppio appuntamento chiude un percorso di approfondimento che Brunello ha sviluppato con gli allievi, intrecciando alta formazione e pratica concertistica. Un’esperienza che rispecchia la vocazione dell’Accademia Stauffer: creare occasioni in cui il dialogo tra maestro e giovani musicisti diventa parte integrante della costruzione artistica.

Al centro del programma c’è un confronto tra epoche lontane ma sorprendentemente vicine. Da un lato i Preludi dalle Suite per violoncello solo di Johann Sebastian Bach, vere soglie sonore e architettoniche che hanno ridefinito il linguaggio dello strumento; dall’altro le quattro Sonate per violoncello solo di Mieczysław Weinberg, tra i compositori più significativi del Novecento, a lungo rimasto ai margini del repertorio più frequentato.

Weinberg, nato a Varsavia nel 1919 e poi attivo in ambito sovietico, ha lasciato un catalogo vastissimo: sinfonie, quartetti, musica da camera e teatro musicale. Nelle Sonate per violoncello solo – composte tra il 1960 e il 1985 – emerge una scrittura intensa e personale, capace di reinventare l’espressività dello strumento con una forza visionaria e introspettiva.

L’accostamento con Bach non stabilisce gerarchie, ma crea una sorta di circolarità del tempo musicale: il Settecento e il Novecento si rispecchiano nella libertà inventiva e nella ricerca di nuove possibilità sonore. Brunello interpreterà quattro Preludi bachiani, mentre i giovani violoncellisti daranno voce all’intero corpus delle Sonate di Weinberg, in un’alternanza che mette in evidenza il dialogo tra generazioni.

Il progetto si inserisce nel cartellone de I Concerti della Stauffer, rassegna che propone a Cremona un confronto costante tra tradizione e contemporaneità, valorizzando il Museo del Violino come luogo di ascolto, studio e sperimentazione.

I concerti sono a ingresso libero con prenotazione su Eventbrite. Un’opportunità per ascoltare grande musica dal vivo e per seguire da vicino il lavoro di giovani interpreti in uno dei contesti più significativi della scena musicale cremonese.

Giovanni Bottesini, il genio del contrabbasso tra Crema e Cremona

Oggi si celebra l’anniversario della nascita di Giovanni Bottesini (1821–1889), figura centrale della musica dell’Ottocento e protagonista assoluto nella storia del contrabbasso. Nato a Crema, Bottesini è legato in modo profondo al territorio cremonese, che ne ha accolto la formazione, l’attività artistica e l’eredità culturale.

Virtuoso straordinario, compositore raffinato e direttore d’orchestra di fama internazionale, Bottesini ha rivoluzionato il ruolo del contrabbasso, trasformandolo da strumento prevalentemente d’accompagnamento a voce solistica capace di virtuosismo, lirismo e potenza espressiva. Non a caso fu definito dai suoi contemporanei “il Paganini del contrabbasso”.

Un innovatore dello strumento

Le sue composizioni concerti, fantasie operistiche, pagine cameristiche e brani solistici rappresentano ancora oggi un riferimento imprescindibile per i contrabbassisti di tutto il mondo. Bottesini seppe esplorare ogni possibilità tecnica dello strumento, ampliandone l’estensione, la cantabilità e la presenza scenica, in dialogo costante con la grande tradizione melodrammatica italiana.

Parallelamente alla carriera solistica, fu anche direttore d’orchestra di primo piano, protagonista di momenti storici come la prima esecuzione dell’Aida di Giuseppe Verdi al Cairo nel 1871.

Il Concorso Bottesini e l’eredità contemporanea

L’importanza di Giovanni Bottesini è oggi testimoniata anche dal Concorso Internazionale di Contrabbasso Giovanni Bottesini, che si svolge a Cremona e richiama giovani talenti da tutto il mondo. Il concorso rappresenta uno dei più autorevoli appuntamenti internazionali dedicati allo strumento e mantiene viva una tradizione di eccellenza che unisce ricerca tecnica, interpretazione e formazione.

Attraverso questo appuntamento, il nome di Bottesini continua a essere un punto di riferimento per le nuove generazioni, confermando il ruolo di Cremona come centro vitale della cultura musicale e strumentale.

Un patrimonio che continua a vivere

Ricordare oggi Giovanni Bottesini significa celebrare un musicista che ha saputo unire virtuosismo, innovazione e profondità espressiva, lasciando un’impronta duratura nella storia della musica. Nato a Crema e profondamente legato a Cremona, il suo percorso artistico racconta un territorio capace di generare e custodire grandi visioni musicali, ancora attuali e condivise a livello internazionale.

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