Soncino tra i borghi più belli: eccellenza cremonese riconosciuta in Italia e nel mondo

Anche nel 2026 Soncino si conferma tra le eccellenze del patrimonio italiano, consolidando un riconoscimento che va ben oltre i confini nazionali. Inserito stabilmente nella rete dei Borghi più belli d’Italia, il paese all’ombra della Rocca sforzesca continua a distinguersi come uno dei luoghi più affascinanti del panorama storico e culturale europeo.

Il riconoscimento arriva all’interno di un contesto selettivo e rigoroso. Alla fine dello scorso dicembre la rete dei Borghi più belli d’Italia si è ampliata con l’ingresso di sette nuovi Comuni, portando a 382 il numero totale delle località certificate. Un processo che non prevede scorciatoie: criteri stringenti, valutazioni approfondite e un’attenzione costante alla qualità urbana, storica e paesaggistica.

In questo scenario, la provincia di Cremona può contare su una presenza di rilievo. Oltre a Soncino, restano confermati Gradella di Pandino, per il Cremasco, e Castelponzone, per il Casalasco: tre borghi diversi per dimensioni e identità, ma accomunati da una forte capacità di attrazione turistica e da un patrimonio ben conservato.

Soncino, tuttavia, gioca una partita ancora più ampia. È infatti uno dei pochissimi Comuni italiani a far parte anche della Federazione Internazionale Les plus beaux Villages de la Terre, che riunisce poco più di mille borghi d’eccellenza nel mondo. Un circuito che coinvolge realtà selezionate in Europa, Asia e Medio Oriente, rendendo il borgo cremonese una vera e propria ambasciata del territorio a livello globale.

Pur non esistendo una classifica ufficiale, incrociando riconoscimenti, criteri di accesso e continuità nel tempo, Soncino si colloca oggi tra i borghi più qualificati del panorama italiano e internazionale. Un dato che trova conferma anche nei numeri: oltre 42mila visitatori all’anno, una Rocca sforzesca tra le fortificazioni meglio conservate e più visitate d’Italia e il Museo della Stampa, riconosciuto tra le collezioni più apprezzate a livello mondiale.

Un inizio d’anno che rafforza il ruolo di Soncino come punto di riferimento culturale e turistico della provincia di Cremona, dimostrando come la qualità, la tutela del patrimonio e la visione a lungo termine possano trasformare un borgo in un’eccellenza riconosciuta ben oltre i propri confini.

Dieci anni di episcopato per il Vescovo Antonio Napolioni

Era il 30 gennaio 2016 quando la Cattedrale di Cremona, gremita di fedeli, accoglieva il nuovo vescovo della diocesi. In quella giornata di sabato, la Messa di ordinazione episcopale di Antonio Napolioni segnava ufficialmente l’inizio del suo ministero pastorale, nel passaggio di testimone con il Vescovo Dante Lafranconi, che lo aveva ordinato poco prima.

A dieci anni da quel momento, la Chiesa cremonese ricorda con riconoscenza questo anniversario, unendosi nella preghiera personale e comunitaria. Il decennale dell’episcopato sarà celebrato anche pubblicamente martedì 2 febbraio, alle ore 18, con una Messa presieduta dallo stesso Vescovo Napolioni in Cattedrale, in occasione della Giornata mondiale della vita consacrata.

Come sottolineato dal vicario generale della diocesi, don Antonio Mascaretti, la celebrazione sarà anzitutto la festa delle religiose e dei religiosi che operano sul territorio diocesano, ma rappresenterà anche un momento significativo per rendere grazie per i dieci anni di guida pastorale del vescovo. L’intera comunità diocesana è invitata a partecipare a questa Eucaristia.

Il cammino compiuto in questi anni ha attraversato momenti complessi, come il periodo della pandemia, vissuto con particolare intensità anche dal vescovo, ma è stato segnato anche da molte occasioni di incontro, ascolto e condivisione. Un tratto distintivo del suo ministero è stato infatti il contatto diretto con le persone e le comunità, soprattutto durante la visita pastorale, nello stile di una presenza semplice e quotidiana.

La celebrazione del 2 febbraio sarà trasmessa anche in diretta streaming attraverso il portale diocesano e i canali web e social della Diocesi di Cremona. In segno di affetto e riconoscenza, è stato inoltre proposto di trasformare eventuali doni personali in un’offerta a sostegno della Casa dell’Accoglienza di Cremona, impegnata in un importante intervento di ristrutturazione.

Un anniversario che diventa così occasione di memoria, gratitudine e sguardo condiviso verso il cammino futuro della comunità diocesana.

Pellegrinaggio ad Assisi: Celebra gli 800 Anni del Transito di San Francesco

Cremona, con la sua ricca eredità storica e spirituale, è un punto di partenza ideale per avventure che uniscono fede, cultura e scoperta. Se stai cercando un’esperienza unica che ti porti nel cuore dell’Umbria, non perdere l’opportunità di partecipare al Pellegrinaggio ad Assisi organizzato in occasione degli 800 anni del Transito di San Francesco, dal 10 al 12 marzo 2026. Questo evento speciale ti permetterà di immergerti nella vita e nell’eredità del Santo Patrono d’Italia, visitando luoghi sacri e iconici.

Un Viaggio Spirituale Indimenticabile

Il pellegrinaggio è dedicato alla commemorazione del Transito di San Francesco, un momento fondamentale nella storia della spiritualità cristiana. Durante il soggiorno ad Assisi, avrai l’occasione di assistere all’Ostensione del Corpo di San Francesco, un’esposizione straordinaria che si terrà dal 22 febbraio al 22 marzo 2026. Immagina di trovarti di fronte alle spoglie del Santo, custodite nella maestosa Basilica di San Francesco, circondato da un’atmosfera di pace e riflessione.

Il programma include visite guidate a siti emblematici come la tomba del Beato Carlo Acutis, il giovane santo moderno patrono di internet e dei giovani, e la Basilica di Santa Chiara, dove potrai ammirare le reliquie della santa e riflettere sulla sua devozione a San Francesco. Assisi, con le sue colline verdeggianti, le basiliche affrescate e le stradine medievali, è un vero gioiello dell’Umbria, perfetto per chi ama combinare spiritualità con bellezze artistiche e naturali.


Dettagli Pratici e Partenze Comode

Partire da Cremona o dalle zone limitrofe è semplicissimo! Le partenze sono previste in bus GT da diverse città del Nord Italia, tra cui Monza, Milano, Lodi, Parma, Piacenza e Bologna. Piacenza, a soli pochi chilometri da Cremona, rende questo pellegrinaggio accessibile per i nostri concittadini e i visitatori della provincia. Il viaggio è organizzato per garantire comfort e sicurezza, con un itinerario studiato per massimizzare l’esperienza senza stress.

  • Date del Pellegrinaggio: 10-11-12 marzo 2026
  • Prezzo: € 295 a persona, pensione completa (include trasporti, alloggio, pasti e visite guidate)
  • Informazioni e Prenotazioni: Contatta Anna al numero 3473 484 988 o visita il sito dell’organizzatore Apostolide lmicamore.

Questo pacchetto tutto incluso è ideale per singoli, famiglie o gruppi parrocchiali. Non è solo un viaggio, ma un’opportunità per rinnovare la fede, scoprire storie ispiratrici e connettersi con una comunità di pellegrini provenienti da tutta Italia.


Perché Partecipare proprio da Cremona?

Cremona, città dalla forte vocazione spirituale e artistica, ha da sempre un legame profondo con la tradizione francescana: basti pensare alla presenza storica dei frati minori e alla devozione popolare per San Francesco che si respira anche nelle nostre chiese e confraternite. Partecipare a questo pellegrinaggio ad Assisi significa quindi non solo immergersi nei luoghi sacri del Poverello, ma anche rinnovare un legame antico che unisce la nostra terra lombarda all’Umbria di Francesco.

Il punto di forza? La comodità assoluta. Il bus GT passa proprio da Piacenza (a soli circa 40 km da Cremona, raggiungibile in meno di 45 minuti in auto o treno), rendendo l’esperienza accessibile senza lunghe trasferte preliminari. Niente stress di guida per centinaia di chilometri, niente cambi complicati: sali sul pullman GT direttamente dalla zona di Piacenza e in poche ore sei ad Assisi, pronto a vivere tre giorni intensi di fede, preghiera e bellezza.

Per chi vive a Cremona o in provincia, questo è il modo ideale per concedersi un “ritiro” rigenerante senza rinunciare al comfort: € 295 tutto incluso (pensione completa, viaggio, visite guidate e l’emozionante ostensione del corpo di San Francesco), in un momento storico unico per celebrare gli 800 anni del suo Transito.

Se ami la storia, l’arte sacra, la natura umbra e soprattutto desideri un’esperienza che nutra l’anima, questo pellegrinaggio è fatto apposta per te. I posti sono limitati: contatta subito Anna al 3473 484 988 e parti da casa con la certezza di un viaggio organizzato, spirituale e indimenticabile.

FIAMMA OLIMPICA A CREMONA

Cremona si prepara a vivere una giornata storica ed emozionante: sabato 17 gennaio 2026 la Fiamma Olimpica attraverserà la città, portando con sé i valori universali dello sport, della pace e della condivisione in vista dei Giochi Olimpici Invernali.

Un evento simbolico e partecipato che coinvolgerà cittadini, visitatori e appassionati, con alcune modifiche temporanee alla viabilità e al mercato settimanale. Di seguito tutte le informazioni utili per organizzarsi al meglio.


🔥 IL PERCORSO IN SINTESI

Il passaggio della Fiamma Olimpica avverrà secondo il seguente programma indicativo:

  • Ore 8:30
    Ingresso in città da viale Po, con provenienza da Castelvetro Piacentino.
  • Ore 9:15 – 9:25
    Momento clou in Piazza del Comune, con il suggestivo passaggio dei tedofori nel cuore monumentale di Cremona.
  • Ore 10:00
    Saluto finale in Largo Ragazzi del ’99, prima della ripartenza della Fiamma verso Crema e Brescia.

🚗 VIABILITÀ E SPOSTAMENTI

Per garantire la sicurezza dei partecipanti e il regolare svolgimento della manifestazione, sono previste alcune modifiche temporanee alla circolazione:

  • Nessun blocco totale della viabilità
    Le strade resteranno aperte, ma la circolazione sarà regolata per consentire il passaggio del convoglio su una corsia di marcia.
  • Attenzione agli incroci
    Si raccomanda la massima prudenza lungo il percorso, in particolare in:
    • Viale Po
    • Via del Giordano
    • Via Dante
    • Via Bergamo / Via Castelleone
  • Divieto di sosta
    Dalle ore 06:00 alle 14:00 sarà in vigore il divieto di sosta con rimozione forzata in Corso Cavour, per tutta la sua estensione (residenti inclusi).
  • Chiusure al traffico
    Corso Cavour sarà chiuso al traffico veicolare negli incroci con via Verdi e via Gramsci, sempre dalle 06:00 alle 14:00, per garantire la sicurezza dei pedoni.

🧺 MERCATO SETTIMANALE: VARIAZIONI

Il mercato settimanale si svolgerà regolarmente, con alcune modifiche logistiche:

  • I banchi di via Monteverdi saranno spostati in Corso Cavour (lato sud).
  • Due banchi di Piazza del Comune verranno riposizionati verso via Baldesio.
  • Sospeso il mercato dei fioristi in Piazza del Comune.
  • Sospesi anche i plateatici di via Solferino.

🤝 UN INVITO ALLA CITTÀ

Invitiamo cittadini e visitatori a partecipare con entusiasmo, rispettando le indicazioni della Polizia Locale e del personale presente lungo il percorso.

Per ulteriori aggiornamenti ufficiali:
👉 https://www.comune.cremona.it/…/17-gennaio-cremona

Don Primo Mazzolari non è solo memoria: è una chiamata viva per ogg

13 gennaio 1890 – 13 gennaio 2026: 136 anni di un messaggio sempre attuale

Oggi, 13 gennaio, Cremona ricorda con particolare intensità la nascita di don Primo Mazzolari, avvenuta nel 1890 nella cascina San Colombano, frazione Boschetto. Non si tratta di una semplice ricorrenza anagrafica, ma di un’occasione per riscoprire la forza profetica di un prete che ha saputo parlare al cuore del suo tempo e che, a distanza di decenni, continua a parlare al nostro.

Lo scorso sabato 10 gennaio la Tavola della Pace di Cremona ha scelto di celebrare questo anniversario tornando proprio nel luogo della nascita di don Primo, trasformando un appuntamento ormai tradizionale in un vero e proprio atto pubblico di responsabilità.

Non una commemorazione rituale, ma un momento di riflessione collettiva sulla terra che ha generato un uomo capace di pensare liberamente, di andare controcorrente e di porre al centro della propria vita la pace come scelta concreta, faticosa e quotidiana.

Don Mazzolari ci ha lasciato tre indicazioni che suonano oggi di straordinaria attualità:

  • agonizzare per la pace, ossia vivere dentro le contraddizioni della storia senza fuggire né arrendersi;
  • organizzare la pace, con la stessa determinazione e intelligenza con cui gli uomini organizzano i conflitti;
  • creatività politica, la capacità di immaginare relazioni nuove fondate sulla fraternità anziché sulla logica del nemico.

La cascina San Colombano è tornata così a essere, per un pomeriggio, luogo di memoria viva e di confronto aperto. Un luogo semplice, quasi spoglio, ma capace di ricordare a tutti che la grandezza non sta nelle cose, ma nelle scelte di chi abita la storia con coraggio e coerenza.

Il pensiero di don Primo continua a risuonare anche nelle parole dei Papi. Di recente Papa Leone XIV, rivolgendosi ai sindaci italiani riuniti nell’ANCI, ha voluto citare proprio lui: «Il Paese non ha soltanto bisogno di fognature, di case, di strade, di acquedotti, di marciapiedi. Il Paese ha bisogno anche di una maniera di sentire, di vivere, una maniera di guardarsi, una maniera di affratellarsi». Un richiamo potente al valore della fraternità come fondamento della convivenza civile.

Prossimo appuntamento a Cremona Sabato 17 gennaio 2026, ore 17 Salone dei Quadri – Palazzo Comunale

Presentazione del volume “Francesco d’Assisi. Un uomo libero” a cura di don Bruno Bignami e don Umberto Zanaboni (Edizioni Dehoniane Bologna)

Il libro raccoglie dieci scritti inediti e poco noti che don Primo Mazzolari dedicò al Poverello di Assisi, figura che accompagnò spiritualmente tutto l’arco della sua esistenza. Due “ribelli obbedienti” uniti dall’amore per la povertà intesa come via privilegiata verso la vera libertà.

Interverranno:

  • fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di Assisi
  • Gabriella Chiellino, Founder Ceo di Eambiente

Modera: Paolo Gualandris, direttore de La Provincia di Cremona Interverranno brani musicali eseguiti da Benedetta Broegg (tastiera) e Filippo Longhi (violoncello).

Durante la serata sarà possibile acquistare il volume.

Don Primo Mazzolari e san Francesco d’Assisi ci ricordano che la libertà autentica nasce dalla capacità di scegliere la fraternità, la prossimità, la responsabilità verso il prossimo. A Cremona, terra di profeti discreti ma ostinati, queste parole continuano a trovare casa.

Vi aspettiamo sabato 17 gennaio per continuare insieme questo cammino.

Jamie Vardy, 39 anni da protagonista: Cremona celebra un simbolo di longevità e passione sportiva

Nel giorno del suo trentanovesimo compleanno, Jamie Vardy non spegne le candeline lontano dai riflettori, ma lo fa sul campo, indossando con orgoglio la maglia della Cremonese. Un compleanno vissuto da protagonista, che racconta una storia rara nel calcio moderno: quella di un campione capace di sfidare il tempo e riscrivere le regole della longevità sportiva.

Con cinque reti nel girone d’andata e una presenza costante in campo, Vardy non rappresenta un’icona del passato, ma una risorsa viva e determinante del presente grigiorosso. La sua efficacia va oltre i numeri: è fatta di intensità, di attacchi alla profondità, di pressing instancabile fino all’ultimo minuto. Qualità che lo rendono un punto di riferimento imprescindibile per la manovra offensiva della squadra.

Arrivato a Cremona tra lo scetticismo di chi parlava di “ultimo ballo”, l’attaccante inglese ha trasformato la città nel suo nuovo terreno di conquista. In questa stagione ha già stabilito record storici per il club, diventando il marcatore più anziano della storia della Cremonese in Serie A e mantenendo una media realizzativa che molti colleghi più giovani possono solo invidiare.

Ma il legame con Cremona va oltre il rettangolo di gioco. I tifosi hanno riconosciuto in Vardy uno spirito affine a quello della città: concreto, combattivo, autentico. Un “operaio del gol” che non si risparmia mai, capace di incarnare valori di determinazione e sacrificio che parlano la lingua del territorio.

Mentre il calendario segna un altro compleanno, lo sguardo di Jamie Vardy è già rivolto alla prossima sfida di campionato. Per chi possiede un fuoco interiore così acceso, il ritiro resta un pensiero lontano. A Cremona, il bulldog inglese ha dimostrato che la passione, quando è vera, non conosce età.

Ultracon 2025: a Cremona il grande weekend della cultura pop

Sabato 17 e domenica 18 gennaio 2025, Cremona accoglie una nuova edizione di Ultracon, l’evento dedicato al fumetto, al gioco e alla cultura pop che ogni anno richiama migliaia di appassionati da tutta Italia. La manifestazione si svolge negli ampi spazi di CremonaFiere, trasformati per due giorni in un vero e proprio universo nerd da esplorare.

Ultracon è un appuntamento che unisce generazioni diverse, linguaggi e passioni, offrendo un’esperienza immersiva che va ben oltre la semplice fiera. I visitatori potranno muoversi tra centinaia di postazioni videogame, dai titoli più recenti ai grandi classici del passato, aree dedicate ai giochi da tavolo e al modellismo, e spazi interattivi pensati per il gioco e la scoperta.

Grande attenzione è riservata anche al mondo del fumetto e della creatività: autori, illustratori e professionisti del settore saranno protagonisti di incontri, workshop e conferenze, offrendo occasioni di dialogo e approfondimento per appassionati e curiosi. Sei palchi, attivi per tutta la durata dell’evento, ospiteranno talk, interviste, concerti, gare cosplay e momenti di spettacolo che renderanno il programma sempre dinamico.

Tra le attrazioni più seguite, il ring di wrestling con personaggi amatissimi dal pubblico, l’area K-Pop dedicata alla musica e alla cultura coreana, gli show con le sigle dei cartoni animati che hanno segnato intere generazioni e le competizioni cosplay, da sempre uno dei cuori pulsanti di Ultracon.

Non manca l’immancabile area mercato, uno spazio ampio e variegato dove acquistare fumetti, gadget, action figure, giochi e memorabilia legate al mondo nerd e pop, rendendo l’evento anche un’occasione unica per collezionisti e appassionati.

Ultracon rappresenta per Cremona un momento di grande vitalità culturale e turistica, capace di attirare un pubblico giovane e trasversale e di arricchire il calendario degli eventi invernali con una proposta contemporanea, inclusiva e fortemente partecipata.

Un weekend all’insegna della condivisione, della creatività e dell’intrattenimento, per iniziare il nuovo anno vivendo Cremona da una prospettiva diversa e sorprendente.

Davide Astori, un ricordo che unisce città e generazioni

Il 7 gennaio sarebbe stato il compleanno di Davide Astori, una data che ogni anno riporta alla memoria una figura capace di lasciare un segno profondo ben oltre il campo da gioco. Astori non è ricordato soltanto come un grande difensore del calcio italiano, ma come un uomo che ha incarnato valori di correttezza, equilibrio e rispetto, diventando un punto di riferimento umano prima ancora che sportivo.

Davide Astori morte la Cremonese lo ricorda, la serie A si ferma - Prima  Cremona

La sua carriera si è sviluppata attraversando città e maglie diverse, costruendo ovunque rapporti sinceri e duraturi. Dal legame con il Cagliari, dove è cresciuto come calciatore e come uomo, fino all’esperienza con la Fiorentina, di cui è stato capitano e simbolo, Astori ha sempre rappresentato un’idea di sport fondata sulla responsabilità e sul senso di appartenenza.

Il ricordo assume un valore ancora più intenso quando il calendario del calcio intreccia nuovamente queste storie: una partita contro il Cagliari alla vigilia del 7 gennaio, una sfida recente con la Fiorentina. Incroci che riportano alla mente non solo il giocatore, ma l’esempio che ha lasciato a tifosi, compagni di squadra e appassionati.

Davide Astori è diventato, negli anni, una figura capace di unire mondi diversi. Il rispetto dimostrato nei suoi confronti da tutte le tifoserie, al di là dei colori, racconta quanto la sua presenza abbia superato la dimensione agonistica. In un calcio spesso dominato dall’eccesso, Astori ha rappresentato la misura, la serietà, la leadership silenziosa.

Ricordarlo oggi significa custodire quei valori che continuano a parlare anche alle nuove generazioni: il senso del dovere, la lealtà, l’umanità. Un’eredità che non si spegne con il tempo e che continua a vivere nel modo in cui lo sport può ancora essere racconto di persone, prima che di risultati.

Davide Astori: A Tribute from A to Z - The Cult of Calcio

La Giornata del Tricolore: storia, identità e territorio

Il 7 gennaio si celebra in tutta Italia la Giornata del Tricolore, ricorrenza che ricorda la nascita ufficiale della bandiera italiana, avvenuta nel 1797 a Reggio Emilia. In quella data, il verde, il bianco e il rosso divennero per la prima volta il simbolo di un’idea di comunità e di appartenenza che, nel tempo, avrebbe attraversato secoli di storia, trasformazioni politiche e culturali.

Il Tricolore non è soltanto una bandiera: è il risultato di un lungo processo storico che ha unito territori diversi, tradizioni locali e identità plurali sotto un segno comune. In questo senso, anche Cremona e la sua provincia fanno parte a pieno titolo di questa narrazione collettiva, intrecciata con le vicende del Risorgimento, della costruzione dello Stato unitario e della vita civile del Paese.

Nel corso dell’Ottocento e del Novecento, il Tricolore ha accompagnato momenti fondamentali della storia italiana, diventando un simbolo presente nelle piazze, nelle istituzioni, nei riti civili e nelle celebrazioni pubbliche. A Cremona, come in molte città italiane, la bandiera ha rappresentato e rappresenta ancora oggi un elemento visibile di identità condivisa, esposto negli edifici pubblici, durante le ricorrenze ufficiali e nelle manifestazioni che coinvolgono la comunità.

Celebrarne la giornata significa anche riflettere sul valore contemporaneo del Tricolore. In un Paese fatto di territori diversi per storia, cultura e tradizioni, la bandiera continua a essere un segno di unità che non cancella le differenze, ma le ricompone in una cornice comune. È un simbolo che parla di cittadinanza, responsabilità e partecipazione, più che di retorica.

La Giornata del Tricolore è quindi un’occasione per riscoprire il significato profondo dei simboli civili e il loro legame con i luoghi. Anche a Cremona, il Tricolore racconta una storia che va oltre l’immagine: una storia fatta di persone, istituzioni e comunità che, nel tempo, hanno contribuito a costruire l’identità del Paese.

Ricordare il 7 gennaio significa guardare al passato con consapevolezza, ma anche interrogarsi sul presente e sul futuro, riconoscendo nel Tricolore non solo un’eredità storica, ma un segno vivo, che continua a rappresentare l’Italia nelle sue molteplici espressioni territoriali e culturali.

Foto di Paolo Mazzini

Gianluca Vialli, un ricordo che continua a ispirare

Nel giorno dell’anniversario della scomparsa di Gianluca Vialli, vogliamo ricordare una figura che ha lasciato un segno profondo non solo nella storia dello sport, ma anche nell’immaginario collettivo di intere generazioni.

Vialli è stato molto più di un grande campione. Nato a Cremona, ha saputo portare il nome del territorio sui palcoscenici più importanti del calcio internazionale, distinguendosi per talento, determinazione e una rara eleganza umana. Dalla Serie A alle competizioni europee, fino all’esperienza in Nazionale, il suo percorso è stato quello di un protagonista capace di unire carisma e spirito di squadra, ambizione e rispetto.


Ciò che rende ancora oggi il suo ricordo così vivo è però il messaggio che ha saputo trasmettere anche oltre il campo. Negli anni più difficili, Vialli ha affrontato la malattia con la stessa forza e dignità che avevano caratterizzato la sua carriera sportiva, trasformando una battaglia personale in una testimonianza di coraggio, speranza e amore per la vita. Parole, gesti e sorrisi che hanno saputo parlare a tutti, sportivi e non.

Per Cremona, Gianluca Vialli rappresenta un simbolo autentico: l’esempio di chi parte dalla propria terra e riesce a lasciare un’impronta nel mondo senza mai perdere il legame con le proprie radici. Un’eredità fatta di valori prima ancora che di trofei, che continua a ispirare giovani, appassionati e cittadini.

Ricordarlo oggi significa custodire e condividere quella vitalità che lo ha sempre contraddistinto. Una forza che non si spegne, ma che continua a vivere nella memoria collettiva e nel cuore di chi ha visto in lui non solo un campione, ma una persona capace di rendere migliori gli altri.


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