Bach e Weinberg al Museo del Violino: due serate con Mario Brunello e l’Accademia Stauffer

Giovedì 5 e venerdì 6 marzo, alle ore 20.30, il Museo del Violino di Cremona ospita Bach ~ Weinberg | La giusta distanza, progetto artistico che vede protagonista Mario Brunello insieme ai giovani violoncellisti dell’Accademia Stauffer: Luís Dias Canali, Chiara Kaufman, Mattia Midrio e Giada Moretti.

Il doppio appuntamento chiude un percorso di approfondimento che Brunello ha sviluppato con gli allievi, intrecciando alta formazione e pratica concertistica. Un’esperienza che rispecchia la vocazione dell’Accademia Stauffer: creare occasioni in cui il dialogo tra maestro e giovani musicisti diventa parte integrante della costruzione artistica.

Al centro del programma c’è un confronto tra epoche lontane ma sorprendentemente vicine. Da un lato i Preludi dalle Suite per violoncello solo di Johann Sebastian Bach, vere soglie sonore e architettoniche che hanno ridefinito il linguaggio dello strumento; dall’altro le quattro Sonate per violoncello solo di Mieczysław Weinberg, tra i compositori più significativi del Novecento, a lungo rimasto ai margini del repertorio più frequentato.

Weinberg, nato a Varsavia nel 1919 e poi attivo in ambito sovietico, ha lasciato un catalogo vastissimo: sinfonie, quartetti, musica da camera e teatro musicale. Nelle Sonate per violoncello solo – composte tra il 1960 e il 1985 – emerge una scrittura intensa e personale, capace di reinventare l’espressività dello strumento con una forza visionaria e introspettiva.

L’accostamento con Bach non stabilisce gerarchie, ma crea una sorta di circolarità del tempo musicale: il Settecento e il Novecento si rispecchiano nella libertà inventiva e nella ricerca di nuove possibilità sonore. Brunello interpreterà quattro Preludi bachiani, mentre i giovani violoncellisti daranno voce all’intero corpus delle Sonate di Weinberg, in un’alternanza che mette in evidenza il dialogo tra generazioni.

Il progetto si inserisce nel cartellone de I Concerti della Stauffer, rassegna che propone a Cremona un confronto costante tra tradizione e contemporaneità, valorizzando il Museo del Violino come luogo di ascolto, studio e sperimentazione.

I concerti sono a ingresso libero con prenotazione su Eventbrite. Un’opportunità per ascoltare grande musica dal vivo e per seguire da vicino il lavoro di giovani interpreti in uno dei contesti più significativi della scena musicale cremonese.

Un Rembrandt alla Pinacoteca Ala Ponzone

Dal 6 marzo fino al mese di giugno, la Pinacoteca Ala Ponzone di Cremona ospiterà una mostra dedicata a uno dei protagonisti assoluti della pittura europea del Seicento: Rembrandt van Rijn.

L’esposizione nasce da uno scambio tra istituzioni museali: la Pinacoteca ha concesso in prestito un’opera di Giuseppe Arcimboldo, ottenendo in cambio l’arrivo a Cremona di un dipinto di Rembrandt. Un’operazione che testimonia come anche musei di dimensione non metropolitana possano inserirsi in circuiti internazionali di collaborazione, favorendo la circolazione delle opere e delle idee.

Un uomo “all’orientale”

Il dipinto in arrivo a Cremona raffigura un uomo abbigliato all’orientale, un soggetto che rientra pienamente nell’interesse di Rembrandt per l’esotismo, per la varietà dei costumi e per la resa intensa e analitica dei volti. Non si tratta di una semplice scena di genere: come spesso accade nell’opera del maestro olandese, l’attenzione è concentrata sulla luce e sull’espressione psicologica.

Rembrandt utilizza l’abbigliamento come strumento narrativo, ma è nella costruzione luminosa e nel trattamento della materia pittorica che emerge la sua cifra stilistica. Il volto, modellato attraverso forti contrasti chiaroscurali, diventa il centro emotivo dell’opera. L’“orientalità” non è descrizione etnografica, ma suggestione culturale, segno di un’Europa del Seicento curiosa e attraversata da scambi commerciali e intellettuali.

Un’occasione per rileggere la collezione

L’arrivo di un’opera di Rembrandt offre anche l’opportunità di rileggere la collezione della Pinacoteca Ala Ponzone in una prospettiva più ampia. Mettere in dialogo un maestro olandese con il patrimonio locale permette di osservare affinità e differenze, confrontando scuole pittoriche, sensibilità e soluzioni tecniche.

Lo scambio con l’opera di Arcimboldo, a sua volta artista di respiro europeo, ricorda come la storia dell’arte sia fatta di circolazioni e contaminazioni, non di confini rigidi.

Una mostra di respiro internazionale in città

La presenza di un dipinto di Rembrandt a Cremona per alcuni mesi rappresenta un’occasione significativa per il pubblico locale e per i visitatori interessati alla pittura del Seicento. Non è frequente poter osservare da vicino un’opera del maestro olandese senza spostarsi verso grandi capitali europee.

La mostra, visitabile da marzo a giugno, si inserisce così nel calendario culturale cittadino come un appuntamento di rilievo, capace di ampliare l’offerta museale e di proporre un confronto diretto con uno dei grandi nomi della storia dell’arte.

San Carlo Acutis a Cremona: una semplicità che ti entra nel cuore

Hai mai pensato che un ragazzo normale, uno come tanti, possa diventare santo proprio vivendo le cose di tutti i giorni? A Cremona c’è ora una mostra che te lo fa toccare con mano. Si chiama “Una semplicità straordinaria” ed è dedicata a San Carlo Acutis, il giovane che ha trasformato la sua vita quotidiana in un capolavoro di fede e amore.

Carlo Acutis: Computer programmer, Eucharist devotee, first millennial saint  - Catholic Review

Dal 23 febbraio al 5 marzo 2026, entra nella bellissima chiesa di San Luca e lasciati sorprendere da 27 pannelli che raccontano la sua storia. Non è la solita mostra: è un viaggio dentro una vita semplice, ma piena di luce. Carlo andava a messa ogni giorno, pregava il rosario, adorava l’Eucaristia con tutto sé stesso, aiutava i poveri con vestiti, cibo, coperte… e un sorriso vero. Salutava il panettiere, il verduraio, il macellaio come amici. Vedeva Gesù nei volti di chi soffre. E si chiedeva: “Ma in fondo, per cosa vale la pena vivere?”.

La sua risposta? Dio. Solo Dio. E da lì tutto diventava speciale.

Come dice sua mamma Antonia: «Una santità straordinaria nell’ordinarietà». E Papa Leone XIV, quando lo ha proclamato santo, ha aggiunto: «San Carlo è un invito a non sciupare la vita, ma a farne un capolavoro con le parole “Non io, ma Dio”».

Carlo Acutis: Masses held to mark canonisation of first millennial saint

Questa mostra ti parla dritto al cuore, soprattutto se sei giovane o se stai cercando un senso più grande nelle piccole cose di ogni giorno. È un’occasione per fermarti, riflettere, pregare.


Quando e come visitarla

Chiesa di San Luca, Cremona

Da lunedì 23 febbraio a giovedì 5 marzo 2026

Tutti i giorni: 9:00–12:30 e 15:00–18:00 (tranne durante le messe)

Inaugurazione speciale: Lunedì 23 febbraio alle 21:00 con adorazione eucaristica presieduta dal Vescovo Antonio Napolioni – un momento da non perdere!

Vuoi venire con amici, famiglia o catechismo? Puoi prenotare una visita guidata chiamando il 349 8657807.

Carlo Acutis era un ragazzo di oggi, con computer, amici, passioni… eppure ha scelto di mettere Dio al primo posto. E se lo ha fatto lui, possiamo provarci anche noi.

Vieni a Cremona, entra in San Luca e lasciati ispirare da questa semplicità che cambia tutto.

Cremona Inaugura Il BonTà e Diventa Ufficialmente “Città del Formaggio 2026”

Cremona Città del Formaggio 2026.
Un riconoscimento ONAF che onora persone, lavoro e passione secolare.
Stamattina, tra i padiglioni di CremonaFiere, mentre Il BonTà apriva le sue porte al pubblico, si è consumato un momento solenne e carico di significato.
Il Presidente nazionale ONAF Piercarlo Adami, insieme alla Delegazione ONAF di Cremona, ha consegnato ufficialmente al Sindaco Andrea Virgilio la targa “Cremona Città del Formaggio 2026”.
Non è solo un oggetto di metallo e parole incise.
È il sigillo ufficiale di un’organizzazione autorevole come l’ONAF Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi, che dal 2020 ha creato la rete nazionale delle Città del Formaggio: borghi, paesi e città simbolo della grande tradizione casearia italiana, custodi di una cultura gastronomica identitaria, di economie sostenibili e di legami profondi con la terra.



Cremona entra così con pieno merito in questo albo prestigioso oggi composto da 31 Comuni in tutta Italia diventando la voce autorevole di una filiera che unisce Grana Padano, Provolone Valpadana e tante altre eccellenze a un territorio unico.
E non siamo nuovi a questi riconoscimenti, qui in provincia: già Pandino, nel 2022, ha ricevuto lo stesso titolo ONAF, grazie alla sua scuola casearia storica, al museo delle attrezzature antiche e alla passione che da generazioni anima la bassa cremonese. Un esempio luminoso che oggi Cremona raccoglie e amplia, proiettando ancora più in alto il nome del nostro territorio.
Dietro la targa ci sono storie vere, sudore e dedizione:
le sveglie prima dell’alba nei caseifici, le mani che “sentono” il latte vivo, le famiglie che custodiscono ricette tramandate come un’eredità sacra.
C’è una filiera che non è solo produzione, ma identità culturale, rispetto per la materia prima e impegno quotidiano per mantenere viva una tradizione che appartiene a tutti noi.
Il merito va innanzitutto ai produttori:
con competenza, ricerca e amore per il proprio lavoro, trasformano ogni forma in un pezzo di storia cremonese.



Loro rendono la nostra città riconoscibile e credibile nel panorama nazionale.
E poi ci siete voi, gli amanti del formaggio:
chi sceglie con consapevolezza, chi partecipa a una degustazione, chi porta in tavola un prodotto locale.
Non state solo comprando: state sostenendo una cultura, state rinnovando una promessa.
Come VisitCremona – Associazione Culturale, sentiamo la responsabilità di raccontare questi momenti con orgoglio istituzionale e con il cuore:
promuoviamo il territorio in tutte le sue sfaccettature, creiamo ponti tra produzione, tradizione, innovazione e comunità.
Raccontare il formaggio significa raccontare Cremona: la sua agricoltura radicata, la sua sostenibilità, il suo turismo enogastronomico che sa emozionare.
La targa “Cremona Città del Formaggio 2026” è un riconoscimento ufficiale ONAF.
Ma il vero titolo lo scrivete voi ogni giorno: i casari con il loro mestiere, i consumatori con la loro passione, il territorio con la sua coerenza.
Noi continueremo a darvi voce, a farvi assaggiare con le parole questi sapori antichi e vivi.
Perché quando parliamo di formaggio, qui a Cremona, parliamo di noi. Di chi eravamo, di chi siamo e di chi saremo.


Cremona Città del Formaggio 2026: ONAF consegna la targa ufficiale

Sabato 21 febbraio, negli spazi di CremonaFiere, Cremona riceverà ufficialmente la targa “Cremona Città del Formaggio 2026”, riconoscimento conferito dall’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggio (ONAF) e destinato a valorizzare il ruolo centrale che il territorio cremonese riveste nella storia, nella produzione e nella cultura lattiero-casearia italiana.

La consegna avverrà all’interno del Salone Il BonTà, manifestazione dedicata all’enogastronomia artigianale e alle attrezzature professionali per la ristorazione, in programma dal 21 al 23 febbraio 2026 presso CremonaFiere. La fiera rappresenta un momento di incontro tra produttori, operatori del settore, professionisti della ristorazione e pubblico interessato alla qualità alimentare e alle filiere produttive.


La cerimonia di consegna

Il programma della giornata di sabato 21 febbraio prenderà il via alle ore 10.45 con l’inaugurazione ufficiale della manifestazione e il taglio del nastro.
Alle ore 11.00 è prevista la consegna della targa “Cremona Città del Formaggio 2026” da parte del Presidente nazionale ONAF Piercarlo Adami e della Delegazione ONAF di Cremona al Sindaco Andrea Virgilio e all’Amministrazione comunale.

Il riconoscimento intende sottolineare non solo l’importanza produttiva del territorio, ma anche il valore culturale, sociale ed economico del comparto lattiero-caseario, che rappresenta una componente strutturale dell’identità cremonese.


Il convegno ONAF su futuro, sostenibilità e nutrizione

A seguire, alle ore 11.15, presso l’Area Masterclass di CremonaFiere, si terrà un convegno organizzato da ONAF Cremona dedicato ai temi dell’evoluzione del settore lattiero-caseario, della sostenibilità e degli aspetti nutrizionali del formaggio.

Interverranno:

  • Piercristiano Brazzale, Past President della FIL-IDF – Federazione Internazionale di Latteria, con un intervento dedicato alle prospettive future del comparto tra sostenibilità e nutrizione;
  • Ivana Gandolfi, esperta FIL-IDF nel Comitato Nutrition, che approfondirà il tema della matrice latte e dei benefici nutrizionali del formaggio.

Degustazione guidata di formaggi DOP

Nel pomeriggio, dalle ore 15.00 alle 16.00, sempre nell’Area Masterclass, l’iniziativa proseguirà con una degustazione guidata di formaggi DOP, pensata come momento di approfondimento sensoriale e divulgativo dedicato alle eccellenze certificate del territorio e della tradizione casearia italiana.


Un riconoscimento che parla al territorio

La consegna della targa “Cremona Città del Formaggio 2026” si inserisce in un percorso di valorizzazione che riconosce a Cremona un ruolo di riferimento nel panorama lattiero-caseario nazionale, grazie a una filiera storica, a competenze consolidate e a una cultura del prodotto che continua a essere trasmessa e rinnovata.

In questo contesto, Il BonTà rappresenta una delle occasioni annuali in cui il mondo dell’enogastronomia artigianale e quello della ristorazione professionale si incontrano e dialogano, mettendo in relazione prodotto, cultura alimentare e filiera, offrendo lo spazio ideale per ospitare momenti istituzionali e di approfondimento come la consegna del riconoscimento ONAF.

Nicolò Govoni portabandiera alla Cerimonia di Apertura di Milano-Cortina 2026

Cremona ha un nuovo motivo di orgoglio. Nicolò Govoni, nato nella nostra città il 17 marzo 1993, scrittore, attivista e CEO di Still I Rise, sarà uno dei dieci portabandiera scelti dal Comitato Olimpico Internazionale e dalla Fondazione Milano Cortina 2026 per accompagnare la Bandiera Olimpica durante la Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali del 6 febbraio 2026.


«Questo è in assoluto l’onore più grande della mia vita finora» ha commentato Govoni. «Rappresentare la Pace, portando la bandiera delle Olimpiadi in un’occasione così importante, significa dimostrare, davanti al mondo intero, che l’impegno civile non importa quanto piccolo può costruire un futuro migliore».

Cerimonia di Apertura è uno dei momenti più solenni dell’intera manifestazione olimpica: un rito collettivo che apre i Giochi e lancia un messaggio al mondo. In un tempo segnato da conflitti e fragilità globali, l’ingresso della Bandiera Olimpica a Milano-Cortina 2026 assume un valore ancora più profondo, diventando un invito concreto alla responsabilità condivisa.

Accanto a Govoni, porteranno la bandiera figure di rilievo internazionale provenienti da ambiti diversi dallo sport all’impegno umanitario tra cui il maratoneta Eliud Kipchoge, il diplomatico Filippo Grandi, la ginnasta Rebeca Andrade e altri protagonisti capaci di rappresentare l’idea di Olimpiadi come spazio di incontro e di speranza.

Per il territorio cremonese, la presenza di Nicolò Govoni in un evento seguito in tutto il mondo è motivo di orgoglio e un richiamo forte al valore delle storie che nascono qui e sanno parlare lontano. Perché, a volte, il gesto più potente non è tagliare un traguardo, ma portare con sé un messaggio che unisce.

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