Sofonisba Anguissola: quattrocento anni dopo, una lezione che Cremona non può dimenticare

Il 16 novembre 2025 ricorre un anniversario che dovrebbe risuonare in tutta Italia, ma che per Cremona ha un significato ancora più profondo: quattrocento anni dalla morte di Sofonisba Anguissola, una delle figure più straordinarie della storia dell’arte, e la più grande pittrice che la nostra città abbia mai dato al mondo.

Nata a Cremona nel 1532, Sofonisba fu una donna libera in un tempo che la libertà femminile non la contemplava nemmeno. Allieva di Bernardino Campi, ritrattista raffinata e innovatrice, viaggiatrice tra corti e regni, fu la prima artista donna della storia a raggiungere una fama internazionale senza appartenere a un convento o a una bottega maschile.
Dipinse re e regine, nobildonne e filosofi, ma soprattutto se stessa: una donna che guarda il mondo con consapevolezza, ironia e coraggio, ben prima che la parola “emancipazione” trovasse posto nei dizionari.

Oggi, a quattro secoli dalla sua morte, Cremona la celebra con una serie di incontri dal titolo “Donne per l’arte – Conversazioni sulla figura di Sofonisba Anguissola”, un’iniziativa che si snoda dal 6 al 27 novembre tra musei, sale civiche e istituzioni culturali.
Un programma di alto valore, con la partecipazione di storici dell’arte, scrittrici, artiste e studiose, che offrirà sguardi diversi su questa figura straordinaria.

Eppure, nonostante la qualità dei nomi e l’impegno delle realtà coinvolte, una domanda inevitabile aleggia su questo anniversario: è davvero questo il modo in cui una città come Cremona può ricordare la sua più grande pittrice?
È sufficiente una serie di conversazioni, per una donna che ha sfidato il suo tempo, rivoluzionato il ruolo dell’artista e dato un contributo fondamentale alla storia della pittura europea?


Un’eredità viva, non un anniversario di calendario

Cremona non è nuova a riconoscere il valore di Sofonisba.
Nel 1994, la mostra “Sofonisba Anguissola e le sue sorelle” restituì all’Italia e al mondo il ritratto completo di una famiglia di artiste uniche, e collocò Sofonisba nel pantheon dei grandi maestri del Rinascimento.
Nel 2022, il Museo Civico Ala Ponzone ha presentato la Madonna dell’Itria, un dipinto riscoperto e restaurato nei laboratori cremonesi, proseguendo un lavoro di ricerca e tutela che ha confermato l’importanza di un’eredità ancora viva.

Ma oggi, nel 2025, la celebrazione dei quattrocento anni sembra non riuscire a superare la soglia della memoria.
L’arte di Sofonisba continua a parlarci, ma noi sembriamo non ascoltarla con abbastanza convinzione.
Forse perché in Italia — e anche qui, a Cremona — siamo abituati a considerare la cultura come qualcosa da conservare, non da rilanciare.
Eppure, la lezione di Sofonisba è esattamente l’opposto: un invito a guardare avanti, a sperimentare, a osare.


Cremona e la sfida della visione culturale

Celebrarla oggi non significa soltanto allestire una mostra (che comunque sarebbe un atto doveroso e atteso), ma riaprire una conversazione sul ruolo che l’arte e la cultura possono avere nella costruzione del futuro di questa città.
Sofonisba Anguissola non è solo un nome da ricordare, è una chiave di lettura per interpretare il presente:

  • la centralità del talento femminile e il riconoscimento del merito;
  • la connessione tra arte, educazione e formazione;
  • la capacità di trasformare la cultura in motore identitario e turistico.

Cremona, con il suo straordinario patrimonio artistico, musicale e artigianale, può — e deve — diventare un luogo in cui figure come Sofonisba tornano ad essere motori di ispirazione e partecipazione.
Un laboratorio di idee, dove arte, turismo e innovazione convivono.

Immaginiamo, ad esempio, un percorso urbano “Sulle tracce di Sofonisba”, un itinerario esperienziale che unisca musei, piazze, scuole e spazi creativi, trasformando la città in una galleria diffusa.
Oppure un festival annuale del talento femminile, dedicato alle arti visive, alla fotografia e al design, che colleghi il nome di Sofonisba alle nuove generazioni.
O ancora una residenza d’artista che inviti giovani pittrici e illustratrici a lavorare a Cremona, traendo ispirazione dai suoi luoghi e dalla sua storia.

Sono progetti concreti, coerenti con lo spirito del suo tempo e con la missione contemporanea di una città che vuole essere viva, aperta, generosa di cultura.


Una donna del Cinquecento che parla al nostro secolo

Sofonisba Anguissola non ha bisogno di essere attualizzata: lo è già.
La sua vita racconta la fatica e la bellezza di essere donna, artista, viaggiatrice, intellettuale, in un mondo che cercava di limitarla.
Ma racconta anche l’incredibile forza di chi, con il talento e la tenacia, riesce a lasciare un segno indelebile.

La sua figura racchiude tutto ciò che oggi chiamiamo empowerment, inclusione, educazione al bello.
Il suo sguardo, fiero e curioso, che ci osserva dai ritratti conservati nei musei del mondo, è ancora una lezione di coraggio e di identità.
E questo è ciò che dovremmo celebrare: non solo la sua arte, ma il suo esempio.

Perché Sofonisba non è soltanto un capitolo della storia dell’arte cremonese:
è un simbolo di ciò che l’Italia potrebbe essere quando riconosce il valore delle sue figlie migliori, e di come una città possa riscoprirsi attraverso la loro voce.


Un appello da Cremona

Per questo, il 16 novembre non dovrebbe essere solo una data da calendario, ma un punto di partenza.
Cremona ha l’occasione — e la responsabilità — di trasformare questa ricorrenza in un progetto di lungo periodo: culturale, educativo, turistico e identitario.
Non una celebrazione chiusa, ma un percorso aperto che parli alle scuole, ai musei, agli artisti, ai cittadini.

Non serve solo ricordare Sofonisba: serve ricominciare da lei.
Perché una città che sa raccontare il suo passato con intelligenza, può costruire il suo futuro con visione.

Jamie Vardy segna il suo primo gol con la Cremonese

Un pareggio di carattere contro l’Atalanta e una città in festa

Cremona ha vissuto una giornata speciale: allo Stadio Giovanni Zini, Jamie Vardy ha firmato il suo primo gol con la maglia della Cremonese, nella sfida terminata in pareggio contro l’Atalanta.
Un gol che vale più di una semplice rete: è il simbolo dell’entusiasmo e della determinazione che stanno accendendo la stagione grigiorossa.

Lo stadio ha esploso di gioia al momento del gol dell’attaccante inglese, accolto con grande affetto da un pubblico che sa riconoscere la passione autentica.
Il pareggio finale lascia un po’ di amaro in bocca, ma conferma una Cremonese solida, combattiva e sempre più protagonista.


Il primo sigillo di Vardy e la passione di Cremona

Con il suo primo centro in Italia, Jamie Vardy aggiunge un nuovo capitolo a una carriera straordinaria e porta a Cremona un’energia tutta nuova.
Il suo gol non è solo un gesto sportivo, ma un momento di connessione tra il calcio e l’anima della città: determinazione, cuore e autenticità.

Da Stradivari al Torrazzo, dalla musica al calcio, Cremona dimostra ancora una volta di essere una città capace di emozionare in ogni forma: la stessa intensità che risuona nelle note di un violino si ritrova ora nei cori dei tifosi allo Zini.

Mercatini sotto il Torrazzo: Crema celebra l’autunno tra tradizione, artigianato e scoperta

Per il terzo anno consecutivo, il centro storico di Crema si prepara ad accogliere uno degli eventi più amati dell’autunno: i Mercatini sotto il Torrazzo, in programma domenica 26 ottobre dalle 9 alle 19.
Un appuntamento che è ormai diventato un punto di riferimento nel calendario delle manifestazioni cittadine, capace di unire la valorizzazione delle tradizioni locali alla promozione dell’artigianato e dei prodotti del territorio.


🎨 Un weekend di autenticità e convivialità

L’atmosfera del centro storico si tingerà dei colori caldi dell’autunno: vie e piazze accoglieranno espositori provenienti da tutta la Lombardia con un’offerta che spazia dall’artigianato artistico all’hobbismo, fino alle specialità gastronomiche locali e ai prodotti di stagione.

Un’occasione perfetta per vivere Crema in modo autentico — passeggiando tra profumi di caldarroste, stand di miele, conserve, ceramiche, stoffe, e creazioni realizzate a mano — immersi nella cornice suggestiva del Torrazzo, simbolo identitario della città.


🍄 La 23ª Mostra Micologica: natura e conoscenza

Tra i momenti più attesi della giornata spicca la 23ª Mostra Micologica, organizzata dal Gruppo Micologico di Crema.
L’esposizione proporrà tra le 150 e le 200 specie di funghi, raccolte nel territorio cremasco e nelle Prealpi bergamasche e bresciane, a testimonianza della straordinaria varietà del patrimonio naturale lombardo.

L’iniziativa, realizzata grazie all’impegno di una trentina di volontari, unisce rigore scientifico e passione divulgativa: un percorso che accompagna i visitatori alla scoperta del mondo dei funghi, tra curiosità, differenze e caratteristiche delle varie specie.
Un momento di incontro e apprendimento che unisce grandi e piccoli, esperti e semplici curiosi, promuovendo una maggiore consapevolezza ambientale e sicurezza nella raccolta.


🌾 Crema, una città che valorizza il territorio

L’Amministrazione comunale invita cittadini e visitatori a partecipare a una giornata all’insegna della convivialità, della scoperta e del valore delle tradizioni locali.
I Mercatini sotto il Torrazzo rappresentano non solo un’occasione per fare acquisti o degustazioni, ma un modo per riscoprire il piacere della socialità e l’identità viva del territorio cremasco.

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Sergej Krylov e Fazil Say protagonisti al Museo del Violino

Un incontro straordinario tra talento, emozione e innovazione musicale

Cremona si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi della stagione concertistica: il Krylov Violin Project, in programma domenica 26 ottobre alle ore 21 al Museo del Violino.

L’evento rientra nel cartellone di STRADIVARIfestival – La Stagione, la rassegna che ogni anno porta nel cuore della città i più grandi protagonisti della musica internazionale, celebrando l’eredità di Antonio Stradivari e la tradizione liutaria cremonese.


Un dialogo tra due giganti della scena musicale

Sul palco si incontreranno Sergej Krylov, violinista di fama internazionale profondamente legato a Cremona, e Fazil Say, pianista e compositore turco tra i più originali e visionari del nostro tempo.

La loro collaborazione dà vita a un dialogo artistico che unisce virtuosismo, sensibilità e libertà interpretativa: due linguaggi diversi che si fondono in un’unica, travolgente espressione musicale.

Il programma del concerto attraversa Schumann, Bartók, Wagner e le composizioni dello stesso Fazil Say, offrendo al pubblico un viaggio tra i grandi classici europei e la contemporaneità più sorprendente.


Sergej Krylov, una storia che passa per Cremona

Nato a Mosca in una famiglia di musicisti, Sergej Krylov ha trovato in Cremona una seconda casa artistica.
Il suo rapporto con la città della liuteria non è solo professionale, ma anche affettivo: qui, dove la perfezione del suono è cultura viva, il violinista esprime al meglio la sua ricerca di purezza timbrica e intensità espressiva.

Oggi Krylov è considerato tra gli interpreti più raffinati del panorama internazionale, con collaborazioni prestigiose con orchestre come la Filarmonica della Scala, la London Philharmonic e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Accanto a lui, Fazil Say, artista capace di superare i confini tra generi e stili, alterna l’interpretazione pianistica alla composizione di opere che uniscono le radici musicali turche alla tradizione occidentale.
Il risultato è un dialogo dinamico, profondo e imprevedibile — esattamente come la musica dovrebbe essere.


Cremona, la città che fa vibrare la musica

Con il STRADIVARIfestival, Cremona si conferma capitale mondiale della liuteria e laboratorio d’eccellenza per la musica contemporanea.
Ogni concerto diventa un invito a scoprire non solo l’arte del suono, ma anche il patrimonio culturale e architettonico di una città unica al mondo: i palazzi storici, le botteghe dei maestri liutai, le piazze che ancora oggi risuonano della genialità di Stradivari.

Vivere un concerto al Museo del Violino significa entrare nel cuore stesso della musica, in un luogo dove passato e futuro si incontrano in perfetta armonia.


Scopri di più

Tutti i dettagli sul programma di STRADIVARIfestival e le modalità di prenotazione sono disponibili su 👉 www.stradivarifestival.it

Per chi ama la musica, Cremona è più di una meta: è un’esperienza da vivere con tutti i sensi.

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🌿 59ª Sagra delle Radici di Soncino: tradizione, gusto e territorio

Torna puntuale come ogni anno, la Sagra delle Radici di Soncino, una delle manifestazioni più longeve e amate della provincia di Cremona, che domenica 26 ottobre 2025 animerà il borgo storico con profumi, sapori e colori d’autunno.

Giunta alla 59ª edizione, la Sagra celebra la radice amara di Soncino, una verdura unica che da secoli caratterizza l’identità agricola del territorio. Dietro il suo gusto deciso e la forma simile a una carota, si nasconde un concentrato di virtù benefiche: depurativa, ricca di inulina, amica dell’intestino e del sangue. Un prodotto della terra che unisce bontà e salute, simbolo perfetto della sapienza contadina cremonese.

Un borgo in festa

Organizzata dalla Pro Loco di Soncino con il patrocinio del Comune di Soncino, la Sagra trasformerà il borgo medievale in un vivace percorso di sapori e tradizioni.
Dalle ore 10, nel centro storico si snoderanno oltre 100 stand con prodotti agricoli, specialità enogastronomiche, artigianato e curiosità locali.
Lungo via Matteotti e nelle piazze principali si alterneranno esposizioni artistiche, spazi per le associazioni, musica popolare e l’allegria dei celebri Gioppini di Bergamo, che porteranno le loro melodie tra le vie del borgo.

Gusto, famiglia e sostenibilità

La festa è pensata anche per le famiglie: nel Piazzale della Filanda, i volontari di Lega Ambiente Valle dell’Oglio coinvolgeranno i più piccoli in giochi educativi dedicati all’ambiente, come il “quiz del cigno” e il “gioco della differenziata”.
Per chi ama la buona tavola, l’appuntamento è in Piazza Garibaldi, dove il Punto Ristoro della Pro Loco offrirà piatti tipici a base di radici, accompagnati da panini, salamelle, mostarda di Cremona, vino, birra e – grande novità di quest’anno – la polenta taragna. Un’occasione per riscoprire i sapori autentici della tradizione, cucinati con ingredienti locali e passione.

Una Sagra “di qualità”

Dal 2022, la Sagra delle Radici può fregiarsi del titolo di “Sagra di Qualità”, marchio istituito da UNPLI (Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia) e conferito solo agli eventi che valorizzano realmente i prodotti tipici e promuovono il territorio.
Un riconoscimento meritato per una manifestazione che, anno dopo anno, ha saputo crescere mantenendo intatto lo spirito originario: unire comunità, cultura e gastronomia nel cuore di uno dei Borghi più belli d’Italia.

Alla scoperta di Soncino

Durante la giornata, la Pro Loco organizzerà visite guidate ai monumenti, alle chiese e ai musei di Soncino, offrendo ai visitatori un’occasione per immergersi nella storia e nelle bellezze architettoniche del borgo: la Rocca Sforzesca, le antiche mura, il Museo della Stampa e le vie lastricate che raccontano secoli di vita.

La Sagra delle Radici è molto più di un evento gastronomico: è un viaggio nel tempo, nella memoria e nel gusto. Un modo per celebrare il legame profondo tra la terra e la sua gente, nel cuore di una Cremona autentica e accogliente.

Castelverde celebra Ugo Tognazzi: un doppio evento nel segno del genio cremonese

Castelverde si prepara a vivere un fine settimana all’insegna del cinema, della memoria e dell’orgoglio cremonese. A trentacinque anni dalla scomparsa di Ugo Tognazzi, uno dei più grandi interpreti del cinema italiano del Novecento, il comune alle porte di Cremona ospita un doppio appuntamento dedicato al suo talento e alla sua eredità artistica.

Le iniziative si terranno all’Auditorium “De André” del Centro Culturale Agorà, luogo simbolico di cultura e comunità.

Uno, due, tre… 100 Ugo!

Venerdì 24 ottobre alle 21 andrà in scena lo spettacolo “Uno, due, tre… 100 Ugo!”, un viaggio tra parole, musica e immagini che racconta le origini dell’attore e il suo legame profondo con la città di Cremona.
La serata, condotta dal giornalista Giorgio Barbieri, vedrà la partecipazione di Giovanni Bodini con letture tratte da L’Abbuffone, intervallate da momenti musicali dal vivo con Giovanni Guerretti al pianoforte, Loris Leo Lari al contrabbasso, Lorenzo Colace alla chitarra, Simone Gagliardi alla batteria e la voce di Corrado Villa.

Un racconto corale e appassionato che rievoca l’ironia, l’umanità e la libertà creativa di un artista che ha saputo attraversare il cinema, la televisione e la cucina con la stessa curiosità e profondità.
L’evento è già sold out, segno dell’affetto che il pubblico cremonese continua a portare a Tognazzi.

Ricky Tognazzi presenta il libro “Ugo”

Il giorno successivo, sabato 25 ottobre alle 17, sarà Ricky Tognazzi il protagonista di un incontro speciale dedicato al padre. Il regista e attore presenterà il volume “UGO, la vita, gli amori e gli scherzi di un papà di salvataggio” (RaiLibri, 2022), scritto a otto mani insieme ai fratelli Gianmarco, Thomas e Maria Sole.
Dialogando con la cugina cremonese Bice Brambilla Maffi, Ricky Tognazzi racconterà un Ugo privato, ironico e affettuoso, lontano dai riflettori ma sempre fedele alla sua autenticità.

Un tributo al cuore cremonese di Ugo Tognazzi

Con questi due appuntamenti, Castelverde e l’amministrazione comunale confermano la volontà di mantenere vivo il legame con uno dei più grandi ambasciatori culturali del territorio.
Nato a Cremona nel 1922, Ugo Tognazzi ha portato nel cinema italiano uno sguardo unico: ironico, disincantato, profondamente umano. La sua carriera, costellata di ruoli iconici e collaborazioni con maestri come Monicelli, Ferreri, Risi e Scola, resta un punto di riferimento per generazioni di attori e spettatori.

Oggi la sua memoria continua a ispirare nuove narrazioni e a rinnovare l’orgoglio di una città che lo considera, a pieno titolo, uno dei suoi figli più illustri.

L’Auditorium “De André” dispone di soli 100 posti: se la serata di venerdì è già completa, per l’incontro di sabato restano ancora alcuni posti disponibili (prenotazioni ai numeri 338 9229894 e 389 2981373).

Cultura, territorio e memoria

Questo doppio evento non è solo un omaggio a un grande attore, ma anche un’occasione per riscoprire il valore della cultura cremonese e del suo territorio. Un invito a guardare con nuovi occhi a una tradizione di talento, ironia e passione che, da Cremona, ha saputo conquistare il mondo.

Cremona corre per il tricolore: domani la 24ª Half Marathon Cremona

Cremona è pronta a vivere una domenica di grande sport e passione. Domani, domenica 19 ottobre, andrà in scena la 24ª edizione della Half Marathon Cremona (HMC), appuntamento ormai storico che ogni anno richiama centinaia di runner da tutta Italia e dall’estero.

Quest’anno la manifestazione avrà un valore ancora più importante: la città del Torrazzo ospita infatti i Campionati Italiani di Mezza Maratona, con in palio i titoli tricolori assoluti, promesse e juniores, maschili e femminili.

I protagonisti

A sfidarsi sui 21,097 chilometri del percorso cremonese ci saranno alcuni dei migliori interpreti italiani della corsa su strada. Tra gli uomini spiccano i nomi di Nekagenet Crippa, già due volte vincitore a Cremona, Ahmed Ouhda e Alberto Mondazzi, bronzo a squadre agli Europei di mezza maratona. Tra le donne occhi puntati su Nicole Reina, Anna Arnaudo e Sara Bottarelli, tutte pronte a contendersi un posto sul podio nazionale.

Un percorso tra arte e sport

La Half Marathon Cremona non è solo una gara: è un viaggio attraverso la bellezza. Dal 2016 gli atleti corrono su un tracciato rinnovato e suggestivo, con una prima parte immersa nel cuore artistico della città, tra palazzi storici e scorci sul Grande Fiume Po, e una seconda parte più veloce e panoramica che regala vedute spettacolari sullo skyline cremonese.

Il traguardo, come sempre, è di quelli che restano nel cuore: l’arrivo in Piazza del Comune, ai piedi del maestoso Torrazzo, simbolo indiscusso della città.

Una festa per tutta la città

Organizzata dai Cremona Runners, la manifestazione coinvolgerà tutto il centro cittadino, che per qualche ora si trasformerà in un grande teatro a cielo aperto dove sport e cultura si incontrano. I cittadini, i turisti e gli appassionati di corsa potranno assistere al passaggio degli atleti, sostenere i partecipanti e vivere l’atmosfera unica di una Cremona in festa.

La Half Marathon Cremona rappresenta da anni una straordinaria occasione per promuovere l’immagine della città come destinazione sportiva e culturale, capace di coniugare ospitalità, bellezza e spirito competitivo.

Domani, dalle prime ore del mattino, il cuore di Cremona batterà al ritmo dei passi dei runner.
E tu, dove sarai quando i primi atleti taglieranno il traguardo sotto il Torrazzo?

“Il Rinascimento di Boccaccio Boccaccino” al Museo Diocesano di Cremona

Cinque secoli dopo la morte di Boccaccio Boccaccino, Cremona rende omaggio a uno dei suoi maestri più raffinati e poetici con la mostra Il Rinascimento di Boccaccio Boccaccino, allestita al Museo Diocesano dal 10 ottobre 2025 all’11 gennaio 2026. È la prima esposizione monografica mai dedicata al pittore, e rappresenta un momento di riscoperta profonda, un atto di restituzione verso un artista che, pur celebrato in vita, è rimasto per troppo tempo in ombra nella storiografia rinascimentale. Curata da Francesco Ceretti, la mostra costruisce un dialogo rigoroso e insieme emozionante con la pittura di Boccaccino, offrendo al pubblico e agli studiosi un percorso che unisce conoscenza e contemplazione.

Boccaccino – ferrarese per nascita, veneziano per sensibilità e cremonese per destino – attraversò in modo personale il linguaggio del Rinascimento settentrionale. La sua pittura unisce la nitidezza formale della scuola emiliana alla morbidezza luminosa dell’ambiente veneto, traducendo in immagini la spiritualità quieta e concreta della Lombardia. Nei suoi volti si legge una tenerezza nuova, un’intelligenza psicologica che abbandona la rigidità quattrocentesca per abbracciare la profondità dello sguardo umano. La grazia delle sue Madonne, la discrezione dei suoi santi e la malinconia serena dei suoi ritratti rivelano un artista colto, devoto e profondamente moderno, capace di dare corpo visibile a un sentimento religioso intimo e universale.

La mostra al Museo Diocesano permette di ripercorrere l’intera parabola del pittore, dalle prime esperienze giovanili alle opere della maturità, grazie a un nucleo eccezionale di prestiti provenienti da istituzioni italiane di primo piano, come le Gallerie degli Uffizi, la Galleria Estense di Modena, il Museo di Capodimonte, il Museo Correr di Venezia e i Musei Civici di Padova. Le opere raccontano una carriera intensa, segnata da continui spostamenti e da un’evoluzione linguistica costante: dall’Adorazione dei pastori del periodo ferrarese, ancora influenzata dal realismo di scuola padana, alla Zingarella e alla Madonna col Bambino, in cui si riconosce la delicatezza del colore veneziano e l’eredità luminosa di Giorgione. Ogni tela diventa tappa di un cammino spirituale, di una ricerca sul senso della bellezza e sulla possibilità di rendere visibile l’invisibile.

Il cuore della mostra si trova nelle sale dedicate alla produzione cremonese: l’Annunciazione Ludovisi, la Crocifissione e la Sacra Famiglia con Maria Maddalena restituiscono la pienezza della sua maturità artistica. In queste opere Boccaccino raggiunge una misura perfetta tra emozione e dottrina, fede e forma, traducendo l’esperienza della pittura in linguaggio meditativo. A chiusura del percorso, il frammento della pala di San Pietro al Po – recentemente acquisito dal Museo Diocesano e restaurato per l’occasione – rappresenta l’ultimo gesto del maestro, quasi una firma sospesa tra malinconia e redenzione. Accanto, il Ritratto di gentiluomo, mai esposto prima, rivela una sensibilità sorprendentemente moderna: un uomo assorto, consapevole del tempo e della propria finitezza, testimone di un’umanità rinascimentale inquieta e lucida.

L’allestimento curato da Francesco Ceretti restituisce alle opere un respiro intimo, favorendo la lentezza dello sguardo. Non si impone una narrazione didascalica, ma si offre al visitatore la possibilità di leggere la pittura con calma, di lasciarsi attraversare dal colore, dalla luce e dal silenzio. La mostra non cerca l’effetto scenico, ma la verità della visione, invitando a un dialogo personale con il passato. È una lezione di metodo e di sensibilità: guardare con rispetto, studiare con rigore, restituire con discrezione. Ceretti costruisce un racconto sobrio, ma densissimo di senso, capace di coniugare la competenza dello storico dell’arte con l’empatia di chi sa che la pittura, prima di essere materia, è respiro.

Con questo progetto, il Museo Diocesano di Cremona conferma la propria vocazione come luogo vivo della memoria artistica, non museo statico ma spazio di interpretazione, di conoscenza e di fede nella bellezza. Lontano dalle retoriche celebrative, Il Rinascimento di Boccaccio Boccaccino restituisce alla città uno dei suoi maestri più autentici e, insieme, offre al pubblico un’occasione rara per comprendere quanto il Rinascimento lombardo non sia stato una periferia, ma un laboratorio poetico di altissimo livello. Boccaccino emerge come un protagonista silenzioso, ma necessario: un pittore che seppe tradurre la devozione in forma e la forma in sentimento, costruendo una pittura che ancora oggi parla al cuore, oltre che alla mente.

Sonny Ciliberto

Cremona celebra il suo Rinascimento con una mostra che unisce arte, spiritualità e identità cittadina

È stata inaugurata venerdì 10 ottobre, nella suggestiva Galleria dei Vescovi del Palazzo Vescovile di Cremona, la grande esposizione “Il Rinascimento di Boccaccio Boccaccino”, allestita presso il Museo Diocesano in occasione dei 500 anni dalla morte del maestro cremonese. Un omaggio sentito a uno degli artisti che più hanno segnato la storia figurativa della città, autore del celebre ciclo di affreschi nella Cattedrale di Cremona, autentico capolavoro del Rinascimento padano.

Ad aprire la presentazione è stato don Gianluca Gaiardi, direttore del Museo Diocesano e delegato per i Beni culturali della Diocesi, che ha ricordato il legame profondo tra arte e fede:

«Siamo una piccola realtà che si affaccia sul mondo della cultura e sulla città – ha detto –. Il bello si racconta attraverso l’incarnazione: opere che rendono visibile il divino. L’arte, per noi, è un modo di narrare qualcosa di evangelico».

Anche il sindaco di Cremona, Andrea Virgilio, ha sottolineato il valore civico dell’iniziativa:

«Dentro questo percorso c’è il racconto di come si valorizza il patrimonio di una comunità, non solo attraverso la conservazione, ma anche con l’attivazione del territorio. Questa mostra ne è la dimostrazione più concreta».

Un progetto, dunque, che nasce da un intreccio virtuoso tra istituzioni, diocesi e cittadini, e che trova origine nella recente acquisizione da parte del Museo Diocesano di una tavola di Boccaccino, frammento di una pala d’altare un tempo nella chiesa di San Pietro al Po. Si tratta di una delle ultime opere dell’artista, che ha permesso al museo di diventare oggi il punto di riferimento nazionale per la conoscenza di Boccaccino.

Durante la presentazione, Gabriele Barucca, già dirigente della Soprintendenza ABAP per Cremona, Lodi e Mantova, ha evidenziato l’importanza della cultura come bene collettivo:

«Non dobbiamo parlare solo di tutela e valorizzazione, ma di conoscenza. La cultura è espressione di identità e valori, ed è fondamentale che anche le nuove generazioni possano accedervi».

Il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, ha concluso con un messaggio di profonda riflessione spirituale:

«La bellezza corrisponde a un bisogno di senso: è una finestra sull’invisibile, uno sguardo nel mistero. Il nostro museo non è un luogo statico, ma un volano di vita, conoscenza e incontro».

Presenti all’inaugurazione anche numerosi rappresentanti del mondo culturale e istituzionale, tra cui Rodolfo Bona, assessore alla Cultura, e Luca Burgazzi, assessore al Turismo e Politiche giovanili.

Un percorso che intreccia passato e presente

Per l’occasione, il Museo Diocesano ha scelto un approccio innovativo: anziché allestire la mostra negli spazi temporanei, le opere di Boccaccino dialogano con le collezioni permanenti, creando un racconto fluido e coerente tra antico e contemporaneo.

«È una scelta simbolica – ha spiegato don Gaiardi – dare spazio a un artista che ha dato lustro alla nostra città e che, con le sue opere, racconta la nostra Cattedrale».

La direzione scientifica è affidata a Francesco Ceretti (Università di Pavia) e Filippo Piazza (Soprintendenza ABAP per Brescia e Bergamo).

«Boccaccino meritava una mostra come questa – ha dichiarato Piazza –. È un pittore che, pur studiato da secoli, resta poco conosciuto al grande pubblico. Il nostro intento è restituirgli la centralità che merita nella storia dell’arte italiana».

Il percorso espositivo, articolato in otto sezioni cronologiche, accompagna il visitatore dalle prime esperienze giovanili alle opere della maturità, fino al frammento recentemente acquisito, permettendo di seguire l’evoluzione stilistica di un artista che seppe fondere il linguaggio umbro-toscano con la luce e la dolcezza padana.

La mattinata si è conclusa con il taglio del nastro e una visita guidata condotta dai curatori, che hanno accompagnato il pubblico tra i capolavori del maestro cremonese.

Da Porto a Santiago: il cammino solidale di Nadia Zignani per il progetto UP-PARTAMENTO

Da Porto a Santiago de Compostela, chilometro dopo chilometro, con un sogno nel cuore e un obiettivo che va ben oltre il traguardo.
La cremonese Nadia Zignani ha raggiunto Santiago, completando il suo Cammino Portoghese di Santiago: un viaggio che ha unito sport, solidarietà e amore per la vita, per sostenere il progetto UP-PARTAMENTO del Gruppo Up di Cremona e Piacenza, dedicato ai ragazzi con sindrome di Down e alle loro famiglie.

Un cammino che parla di indipendenza e inclusione

Il progetto UP-PARTAMENTO mira a creare un luogo dove i ragazzi possano sperimentare la vita quotidiana, imparare a cucinare, gestire la casa e vivere esperienze di autonomia.
Un passo importante verso l’indipendenza personale, l’autostima e una vera inclusione sociale.

Camminando lungo i sentieri del Portogallo e della Galizia, Nadia ha portato con sé il messaggio di questo sogno: dare a ogni ragazzo la possibilità di vivere la propria libertà.

“Walk, Breathe, Love & Repeat”: un passo per la solidarietà

Per coinvolgere chi la segue, Nadia ha lanciato una raccolta fondi solidale attraverso la vendita di una maglietta tecnica con il motto del viaggio:
“Walk, Breathe, Love & Repeat”.

Con una donazione minima di 20 euro, l’intero ricavato viene devoluto al Gruppo Up per sostenere la realizzazione dell’appartamento e le attività educative collegate.

“Ho deciso di legare questo cammino a un progetto che porto nel cuore – racconta Nadia –.
Il Gruppo Up offre ai ragazzi con la sindrome di Down la possibilità di fare le prime esperienze abitative e di diventare più indipendenti. È un percorso di crescita che merita tutto il nostro sostegno.”

Emozioni, incontri e forza d’animo

Tappa dopo tappa, Nadia ha condiviso sui social le emozioni e la fatica del cammino: dal Cammino della Costa al Cammino Centrale, passando per villaggi immersi nella natura, tra sole, vento e sorrisi di sconosciuti.

“Sono arrivata a Santiago – racconta con gratitudine – stanca ma felice.
In ogni passo ho sentito la forza di chi mi ha sostenuta e il pensiero dei ragazzi del Gruppo Up.
Questo cammino finisce qui, ma il viaggio della solidarietà continua.”

Un traguardo che è solo l’inizio

Con la sua determinazione e la sua sensibilità, Nadia ha trasformato un percorso spirituale in un viaggio di speranza e comunità, portando con sé un messaggio forte: ogni passo può diventare un gesto d’amore.

Chi desidera contribuire al progetto o seguire le prossime iniziative può farlo attraverso i canali social di Nadia Zignani e del Gruppo Up Cremona e Piacenza.

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