Custodire Cremona: oltre la bellezza, la responsabilità

Ancora una volta, la statua dedicata ad Antonio Stradivari, simbolo universale di eccellenza e arte, è stata vandalizzata. Un gesto che va ben oltre il danneggiamento materiale: è un colpo inferto alla storia, all’identità, a ciò che Cremona rappresenta da secoli nel mondo. Ma non è solo la memoria ad essere ferita. È la fiducia. È il senso profondo di appartenenza che rischia di incrinarsi quando la bellezza non viene protetta, quando il patrimonio – materiale e umano – viene trascurato o aggredito.

In questi ultimi mesi, il clima in città sta cambiando. Accanto a eventi culturali, progetti internazionali, turismo in crescita e una visibilità sempre più ampia, emergono episodi che inquietano: danneggiamenti, atti vandalici, aggressioni in pieno centro. Segnali che parlano di disagio, di rabbia, ma anche di assenza di cura. E quando una città perde la capacità di prendersi cura di sé stessa, di tutelare i suoi simboli e le persone che la vivono, rischia di perdere anche la sua direzione.

Non possiamo limitarci a registrare questi episodi come fatti di cronaca. Non si tratta solo di qualche graffito, di una statua rovinata o di un atto di inciviltà. È qualcosa di più profondo. È il segnale di una frattura che va riconosciuta e affrontata. Perché una città non è solo un insieme di monumenti, strade o piazze. È una comunità di persone, valori, memorie condivise. È un organismo vivo che va custodito con costanza, rispetto e responsabilità.

E Cremona, con la sua storia millenaria, con il suo patrimonio unico al mondo fatto di musica, artigianato, arte e cultura, non può permettersi di abbassare la guardia. Non basta celebrare ciò che abbiamo nei giorni di festa. Serve attenzione quotidiana, presenza, ascolto. Serve che ogni cittadino, ogni istituzione, ogni visitatore si senta parte attiva della tutela di questo patrimonio.

Il volto di Stradivari, scolpito nel marmo e sfregiato da mani che non ne comprendono il valore, non può essere ignorato. È una chiamata collettiva alla responsabilità. È un invito a non rassegnarsi, a non normalizzare la trascuratezza o l’indifferenza. È il momento di affermare con forza che Cremona va protetta. Sempre. Non solo quando viene messa in vetrina.

Chi visita Cremona, chi la racconta, chi la vive ogni giorno, sa quanto sia sottile il confine tra celebrazione e dimenticanza, tra tutela e abbandono. Difendere i simboli, i luoghi, le persone significa affermare una visione della città in cui bellezza e sicurezza, cultura e partecipazione, possano convivere. Non come retorica, ma come impegno reale.

Custodire Cremona è un dovere di tutti. Un gesto alla volta. Una scelta alla volta. Una voce alla volta.

A San Giovanni in Croce, Divinpizza è molto più di una pizzeria: è il laboratorio del gusto di Nicola Zanazzi

Una pizzeria con l’anima: il progetto Divinpizza di Nicola Zanazzi

Nel cuore di San Giovanni in Croce, tra la quiete della campagna cremonese e il fermento di una ristorazione in evoluzione, si trova Divinpizza, una pizzeria che ha saputo farsi notare ben oltre i confini locali. A guidarla è Nicola Zanazzi, pizzaiolo per passione e per vocazione, che ha fatto della ricerca continua della qualità il filo conduttore della sua attività.

Ma Divinpizza non è solo sinonimo di impasti ben lievitati e materie prime selezionate. È soprattutto un luogo dove la cultura gastronomica incontra l’innovazione e dove ogni dettaglio – dagli ingredienti alle cotture – è frutto di una riflessione più ampia, che mette al centro il territorio, la tradizione e il desiderio di offrire esperienze memorabili.

Pizza & Birra: un abbinamento che sorprende e valorizza

Una delle intuizioni più interessanti di Nicola è stata quella di abbinare la pizza alle birre artigianali, con un’attenzione particolare a quelle meno conosciute. Una proposta insolita, che nasce dalla sua formazione come beer sommelier e da una convinzione profonda: anche la birra, come il vino, può diventare protagonista sulla tavola italiana.

Da qui, la scelta di selezionare etichette ricercate, molte delle quali italiane, come le IGA – Italian Grape Ale – birre fermentate con mosto d’uva che raccontano storie di vitigni e territori, fondendo due mondi tradizionalmente distinti. E ancora: birre affumicate, speziate, a fermentazione spontanea, scelte per valorizzare al massimo ogni combinazione con la pizza. Un esempio? La pizza con fior di latte, mascarpone, speck e noci, abbinata a una birra affumicata che ne esalta la parte aromatica e ne bilancia la dolcezza.

Lontano dalle mode effimere e dai format industriali, Nicola propone una cultura del gusto autentica, fatta di eventi di degustazione, serate tematiche e momenti formativi in cui il cliente diventa parte attiva del percorso di scoperta. In questi incontri, le pizze e le birre vengono raccontate con passione, condividendo nozioni tecniche ma anche aneddoti, esperienze personali e curiosità che rendono il tutto più accessibile e coinvolgente.

Dalla pizzeria all’industria: la collaborazione con OEM – Ali Group

Questa dedizione alla qualità e alla formazione non è passata inosservata: recentemente, Nicola è stato scelto come consulente da OEM – Ali Group, uno dei più importanti produttori di forni professionali per pizzeria. Un’opportunità significativa che gli consente di mettere a disposizione la propria esperienza sul campo, aiutando altri professionisti a ottenere il massimo dalle attrezzature, migliorando le performance di cottura e la resa del prodotto finale.

Anche dopo quindici anni nel mondo della pizza, non mi sento mai arrivato. C’è sempre da imparare, da perfezionarsi, da confrontarsi con chi ne sa più di te. E queste collaborazioni mi spingono a fare meglio, a crescere professionalmente, ma sempre restando con le mani in pasta, ogni giorno, nel mio lavoro quotidiano.”

Oggi Nicola gestisce tre pizzerie con la stessa cura artigianale con cui ha aperto la prima. La sua è una storia di tenacia, studio e passione, che rappresenta perfettamente quella parte di Cremona che lavora con serietà, crede nella qualità e guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.

Un esempio di cremonesità concreta, appassionata e contemporanea

Con Divinpizza, Nicola Zanazzi è molto più che un pizzaiolo: è un ambasciatore del gusto che sa unire artigianalità e cultura, dando nuova voce al territorio e offrendo ogni giorno un motivo in più per sedersi a tavola.

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