Caccia al Tesoro nel Mais: avventura tra i sentieri del Labirinto EdoLavi

Se stai cercando cose da fare a Cremona o un’attività originale in Lombardia per tutta la famiglia, ecco l’evento che fa per te: la Caccia al Tesoro nel Mais al Labirinto EdoLavi di Pieve d’Olmi!

Un’iniziativa unica nel suo genere, pensata per trasformare un campo di mais in un’enorme arena di sfide, enigmi e divertimento. Armati di mappa e ingegno, potrai esplorare i sentieri del labirinto, risolvere indovinelli e superare prove per scoprire il tesoro nascosto.


Un’avventura per grandi e piccoli

Il Labirinto EdoLavi è già una meta amata dagli appassionati di attività outdoor in Lombardia, ma con la Caccia al Tesoro nel Mais l’esperienza diventa ancora più avvincente:

  • Indovinelli e sfide tra le spighe
  • Prove di squadra per stimolare collaborazione e creatività
  • Un ambiente naturale suggestivo, perfetto per una serata d’estate

Informazioni utili

📅 Quando: dalle 18:00 alle 20:30
📍 Dove: Labirinto EdoLavi – Pieve d’Olmi (CR)
💰 Prezzo: 10 € a partecipante (gratis sotto i 6 anni)
👥 Squadre: minimo 3 persone, di cui un adulto responsabile
📲 Prenotazione obbligatoria su Eventbrite


Perché non puoi perderlo

  • Perfetto per famiglie con bambini e gruppi di amici
  • Un modo originale per vivere il territorio cremonese
  • Un’esperienza all’aperto, divertente e coinvolgente, a due passi da Cremona

I posti sono limitati: prenota subito e preparati a perderti… per vincere!
Nel Labirinto EdoLavi, ogni sentiero è un’avventura e ogni curva può condurre alla vittoria.

50 anni di Amici Miei: l’eredità di Ugo Tognazzi, orgoglio cremonese

Cinquant’anni fa, nel 1975, arrivava nelle sale cinematografiche italiane Amici Miei, una commedia destinata a entrare nella storia del cinema. Diretto da Mario Monicelli, il film racconta le avventure di un gruppo di amici e le loro leggendarie “zingarate”, offrendo un ritratto ironico, malinconico e autentico dell’Italia dell’epoca.

Tra i protagonisti indimenticabili, spicca il conte Raffaello Mascetti, interpretato da Ugo Tognazzi. Nato a Cremona il 23 marzo 1922, Tognazzi è stato uno dei più grandi attori italiani del Novecento: versatile, carismatico, capace di passare con naturalezza dalla commedia brillante al dramma più intenso. In Amici Miei, il suo Mascetti è diventato un’icona, capace di strappare risate ma anche di lasciare spazio alla riflessione.

Il successo del film fu immediato e tale da generare due seguiti – Amici Miei Atto II (1982) e Amici Miei Atto III (1985) – confermando il ruolo di Tognazzi come colonna portante del cinema italiano. Ma oltre all’attore, resta l’uomo: un cremonese legato alle sue radici, che ha sempre portato con sé il calore e la schiettezza della sua terra.

Celebrare i 50 anni di Amici Miei significa dunque rendere omaggio non solo a un capolavoro cinematografico, ma anche a un artista che ha saputo dare voce a un’intera generazione di spettatori.

Il lascito di Ugo Tognazzi vive ancora oggi: nelle battute rimaste proverbiali, nelle scene diventate parte della cultura popolare e nel ricordo di un talento che ha reso grande il nome di Cremona nel mondo.

Cinquant’anni dopo, il sorriso del Mascetti non si è spento: continua a farci compagnia, come una vecchia amicizia che non tradisce mai.

Alla liuteria Amorim, la musica abbraccia il maestro Meneses

Un omaggio carico di emozione e intimità ha risuonato ieri sera negli spazi della Liuteria Amorim, nel cuore di Cremona, dove si è tenuto un concerto in memoria del grande violoncellista Antonio Meneses. Una serata speciale non solo per il valore musicale, ma per il forte significato umano: la liuteria Amorim, che ha ospitato l’evento, non è stata scelta a caso. Legata a Meneses da una profonda amicizia e da origini comuni in Brasile, la famiglia Amorim ha aperto le porte del proprio atelier a un pubblico attento e commosso, trasformando il concerto in un rito condiviso di ricordo e gratitudine.

A rendere omaggio al maestro, Francesco Tamburini, giovane violoncellista formatosi sotto la guida di Meneses all’Accademia Stauffer, e Monica Cattarossi al pianoforte, pianista e collaboratrice storica del maestro durante il suo insegnamento a Cremona.

Il concerto ha assunto un ulteriore valore simbolico grazie alla scelta di Tamburini di suonare due violoncelli appartenuti ad Antonio Meneses: strumenti che, nelle sue mani, hanno ritrovato voce e vita, risuonando tra le pareti della liuteria con una potenza emotiva straordinaria.

Il programma, raffinato ed eterogeneo, ha attraversato epoche e stili, con una sensibilità interpretativa che ha saputo mantenere vivo il pensiero musicale di Meneses:

  1. Gabriel Fauré – Berceuse, Op. 16
  2. Alfredo Piatti – Capriccio No. 11
  3. Heitor Villa-Lobos – Bachianas Brasileiras No. 5: Aria (Cantilena)
  4. J.S. Bach – Suite No. 4, BWV 1010: Sarabande
  5. Robert Schumann – Drei Romanzen, Op. 94
  6. Nadia Boulanger – Trois Pièces pour violoncelle et piano
  7. Villa-Lobos – O Canto do Cisne Negro
  8. Fauré – Les Berceaux, Op. 23 No. 1

Ogni brano è stato eseguito con cura e consapevolezza, ma anche con la libertà e la poesia che solo chi ha conosciuto profondamente l’insegnamento del maestro può restituire. Particolarmente emozionante l’Aria di Villa-Lobos e la Sarabande di Bach, momenti in cui il tempo sembrava fermarsi, sospeso tra memoria e presenza.

Il concerto si è concluso in un silenzio quasi sacro, seguito da un lungo applauso che non era solo per gli interpreti, ma per Antonio Meneses, per la sua musica, e per la comunità che ha saputo riunirsi per celebrarlo con la stessa grazia che lo ha sempre contraddistinto.

Un tributo autentico, vibrante e sincero: Cremona ha ricordato uno dei suoi maestri con il linguaggio più vero che ci sia – quello della musica.

Cremona rende omaggio al Maestro Antonio Meneses con un recital speciale

Domenica 4 agosto 2025, alle ore 20:30, Cremona ospiterà un evento musicale di grande intensità emotiva e valore simbolico: un recital in omaggio al violoncellista Antonio Meneses, scomparso nel 2023 e da sempre legato alla città attraverso la sua profonda connessione con la liuteria cremonese.

A esibirsi saranno il giovane violoncellista Francesco Tamburini, allievo del Maestro, e la pianista Monica Cattarossi, in un programma pensato come tributo alla memoria e all’eredità artistica di Meneses.

L’evento si terrà in un luogo particolarmente significativo: il laboratorio Amorim Fine Violins, tra gli spazi più rappresentativi del mondo liutario contemporaneo. Per l’occasione, Tamburini suonerà uno straordinario violoncello Goffriller del 1710, lo stesso strumento appartenuto ad Antonio Meneses.

Il concerto è a ingresso libero, ma i posti sono limitati. La prenotazione è fortemente consigliata e può essere effettuata tramite il link fornito dagli organizzatori (disponibile sui loro canali social). Per eventuali informazioni è possibile contattarli direttamente via messaggio privato.

Cremona, città patrimonio dell’umanità UNESCO per la sua tradizione liutaria, si conferma ancora una volta luogo d’eccellenza per la musica classica e l’artigianato musicale. Questo appuntamento non è solo un omaggio, ma un’opportunità per ritrovare — attraverso le note — il legame profondo tra artista, strumento e città.

Cremona in cammino: i giovani della diocesi protagonisti al Giubileo 2025 a Roma

Un viaggio fatto di speranza, volti, emozioni. E un pezzo di Cremona che ha pulsato nel cuore di Roma.

Dal 27 al 31 luglio 2025, un gruppo di giovani cremonesi ha partecipato al Giubileo dei Giovani, evento ufficiale promosso dalla Chiesa nell’ambito del Giubileo 2025, che ha radunato migliaia di ragazzi e ragazze da tutta Italia nella cornice senza tempo di piazza San Pietro.

Un’esperienza che ha mescolato fede e festa, musica e silenzi, lacrime e sorrisi. Un pellegrinaggio diverso da tutti gli altri, fatto non solo di chilometri percorsi, ma di domande profonde e incontri trasformativi.

Un momento per lasciarsi cambiare

Tra le tappe più significative, l’incontro “Tu sei Pietro”, che ha riempito piazza San Pietro di giovani voci e cuori aperti. Tra gli ospiti sul palco anche Nicolò Govoni, giovane cremonese impegnato sul fronte dei diritti umani, che con forza ha lanciato un messaggio diretto e appassionato:

“Siate sovversivi. Abbiate speranza. Non aspettate che sia qualcun altro il cambiamento: siate voi.”

Una frase che ha scosso la piazza come un’onda.

Ma l’anima cremonese del Giubileo è emersa anche in un altro momento speciale: nella chiesa di San Gregorio VII, il vescovo di Cremona Antonio Napolioni ha guidato una delle catechesi ufficiali, condividendo riflessioni sul tema “12 parole per dire speranza”, insieme a don Roberto Massaro e alla teologa Simona Segoloni Ruta. Davanti a centinaia di giovani italiani, è nato un dialogo autentico su fede, futuro e responsabilità.

Giovani in cammino, Cremona che partecipa

Questi giorni a Roma non sono stati solo un evento. Sono stati una testimonianza viva del volto giovane di Cremona. Una città che sa guardare lontano e camminare insieme, anche nelle esperienze più forti e condivise.

Attraverso le voci e le storie di questi ragazzi, Cremona ha portato con sé il valore dell’ascolto, della presenza e della speranza. Un’energia che si è fatta visibile e concreta, nel cuore della Capitale, tra i volti di una nuova generazione che vuole credere e costruire.

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