Good Cellas: Jean-Guihen Queyras e i Violoncellisti di Friburgo incantano Cremona

L’eccellenza della grande musica internazionale incontra la magia della Festa del Torrone

Nel cuore di una Cremona già animata dai profumi, dalle luci e dall’energia della Festa del Torrone 2025, arriva un evento che aggiunge un tocco di poesia e di altissima arte musicale al calendario culturale della città: “Good Cellas”, il concerto della Fondazione Casa Stradivari con protagonista il celebre violoncellista Jean-Guihen Queyras insieme ai violoncellisti di Friburgo.

Un appuntamento imperdibile, in programma giovedì 14 novembre 2025 alle ore 19:00 nella suggestiva Sala Maffei (Via Lanaioli 7), che porterà a Cremona un ensemble raro e raffinato, capace di trasformare il violoncello in un’orchestra di emozioni.


Jean-Guihen Queyras: un maestro che incarna l’eccellenza

Considerato uno dei massimi violoncellisti della scena internazionale, Jean-Guihen Queyras è un artista che unisce tecnica sopraffina, sensibilità poetica e un’inesauribile curiosità musicale.
Acclamato dalle sale da concerto di tutto il mondo, Queyras è noto per la sua capacità di dare voce al violoncello con una purezza e una profondità emotiva uniche.

La sua presenza a Cremona, capitale mondiale della liuteria, è un omaggio alla tradizione che lega questa città ai grandi strumenti ad arco. Incontro perfetto tra arte, storia e contemporaneità.


Un programma che attraversa i secoli

“Good Cellas” propone un viaggio sonoro che unisce epoche, stili e sensibilità diverse:
Dowland, Ferrabosco, Britten, Monteverdi, Wagner, Bruckner, Verdi, Puccini, Glazunov, Siedelmann, Keating.

Un mosaico musicale che celebra la versatilità del violoncello e che promette di emozionare il pubblico con atmosfere intime, colori sinfonici e raffinate armonie.


Masterclass a porte aperte: un’occasione rara

La Fondazione Casa Stradivari offre anche un altro regalo prezioso:
una giornata di masterclass a porte aperte il 12 novembre 2025, sempre in Sala Maffei, con due sessioni dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 17:00.

Un’opportunità straordinaria per studenti, curiosi, appassionati e musicisti di assistere da vicino al lavoro del maestro e dei violoncellisti di Friburgo.
Un momento educativo e ispirazionale che rispecchia pienamente la missione della Fondazione: rendere la musica viva, condivisa e accessibile.


Musica e Festa del Torrone: il connubio perfetto

Il concerto si inserisce nella settimana della Festa del Torrone, uno degli eventi più amati di Cremona, attirando ogni anno migliaia di visitatori.
Una combinazione perfetta:

  • al mattino e nel pomeriggio, le vie della città si animano con spettacoli, degustazioni, installazioni e tradizioni;
  • alla sera, la magia della musica prende il sopravvento nella quiete elegante di Sala Maffei.

Un’occasione unica per vivere Cremona nella sua essenza più vera:
tradizione gastronomica, cultura musicale e accoglienza autentica.


Fondazione Casa Stradivari: custode del suono cremonese

L’evento rappresenta un ulteriore tassello nel percorso della Fondazione Casa Stradivari, realtà impegnata a valorizzare la tradizione liutaria cremonese attraverso iniziative di altissimo profilo, concerti, formazione e ricerca.

Portare a Cremona artisti del calibro di Queyras significa mantenere viva la vocazione della città: essere la casa del suono, il luogo dove passato e futuro della musica si incontrano.

Pasolini Festival Cremona: la città omaggia il poeta e il pensatore nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa

Un festival diffuso per riscoprire la voce, la visione e l’attualità di Pier Paolo Pasolini

Poeta, scrittore, regista, intellettuale. Pier Paolo Pasolini è stato una delle voci più potenti e controverse del Novecento italiano.
A cinquant’anni dalla sua tragica scomparsa, Cremona, la città che lo accolse da giovane, sceglie di ricordarlo con un grande evento diffuso: il Pasolini Festival Cremona.

Un’iniziativa organizzata dalla Società dei Militi con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Cremona, che fino al 7 dicembre 2025 propone un ricco calendario di incontri, dibattiti, proiezioni e riflessioni per riscoprire la complessità, la lucidità e la modernità del pensiero pasoliniano.


🎭 Un omaggio al Pasolini “cremonese”

Il festival nasce dal desiderio di restituire profondità a una figura spesso citata ma raramente compresa nella sua interezza.
Come ha ricordato il sindaco Andrea Virgilio durante la presentazione, «Cremona vuole ricordare Pasolini non solo come figura storica, ma come voce viva, ancora capace di parlare alle nuove generazioni. Un invito alla coscienza critica, alla responsabilità e alla passione civile».

La città, che ospitò Pasolini nei suoi anni giovanili, rinnova così un legame che è insieme affettivo e culturale.
Già nel 2022 la Società dei Militi gli aveva dedicato una targa alla Biblioteca del Liceo Manin, e nel 2023 aveva proposto l’intitolazione del Lungargine Maestro. Oggi, con questo festival, Cremona gli restituisce il ruolo di intellettuale universale, ma anche di uomo profondamente legato al territorio.


🕊️ Un intellettuale scomodo e necessario

Durante la conferenza stampa di presentazione, Alessandro Zontini, avvocato e studioso cremonese, ha ricordato la complessità di Pasolini:
«Fu un profeta spesso osteggiato, amato e criticato da tutti gli schieramenti, ma sempre libero nel pensiero. Cattolico e marxista, conservatore e rivoluzionario, Pasolini rappresenta la pluralità del pensiero italiano».

Pasolini ebbe il coraggio di dire ciò che molti non volevano sentire, di denunciare la banalizzazione, l’omologazione e il conformismo del suo tempo — mali che, come sottolineano gli organizzatori, «restano purtroppo attuali anche oggi».


🎬 Un festival diffuso tra arte, cinema, poesia e dibattiti

Il Pasolini Festival Cremona è pensato come una rassegna diffusa, che coinvolge più luoghi simbolici della città:
il Salone della Società Filodrammatica, Palazzo Manna, Sala Maffei della Camera di Commercio, e il Teatro Amilcare Ponchielli, in collaborazione con la Fondazione.

L’inaugurazione ufficiale è prevista per venerdì 28 novembre alle ore 18 nel Salone della Società Filodrammatica, con l’incontro “Pier Paolo il Cremonese”, a cura del giornalista Alessandro Gnocchi, autore del libro “PPP. Le piccole patrie di Pasolini”.

Tra gli appuntamenti successivi:

  • “L’inizio della fine. Pasolini e il ’68” (Guido Damini) – Sala Maffei, 28 novembre ore 21
  • “Pasolini, l’Italia e noi” (Federico Mosso e Andrea Muratore) – Palazzo Manna, 29 novembre ore 17
  • “Perché leggiamo (Pasolini)” (Riccardo Pedicone e SpazioNoce) – Palazzo Manna, 29 novembre ore 18
  • “Processo a Pasolini” (con Alfio Squillaci, Alessandro Zontini e Francesco Morandi) – 30 novembre ore 18
  • Concorso letterario under 35 “Parole in libertà. Omaggio a Pasolini” – 30 novembre ore 21

Il festival si arricchisce inoltre di un FuoriFestival, con spettacoli e incontri speciali:

  • “Abbiamo perso un poeta”, serata tra parole, immagini e musica (Teatro Filo, 25 novembre ore 21)
  • Presentazione del libro “Un sacco di monnezza. La morte di Pasolini” (SpazioComune, 7 dicembre ore 17.30)

🎭 Pasolini al Teatro Ponchielli

Un’importante sezione del festival si terrà anche al Teatro Amilcare Ponchielli, a cura dell’associazione Amici del Teatro L’Aurea Cetra, con incontri dedicati al rapporto tra Pasolini e i grandi classici, la poesia e la musica:

  • “Più moderno di ogni moderno: Pasolini e i classici” – 16 novembre ore 15
  • “Stringo un patto con te, Ezra Pound” – 22 novembre ore 15
  • “Callas e Pasolini. Cronache di un amore” – 30 novembre ore 15

🌿 Giovani, cultura e libertà di pensiero

Il Pasolini Festival Cremona è un progetto pensato “da giovani per i giovani”, come ha spiegato il direttore artistico Giulio Solzi Gaboardi:
«Vogliamo proporre Pasolini come esempio di libertà. In un tempo di conformismo, la sua voce ci insegna ancora a pensare con indipendenza e coraggio».

Un’iniziativa che non solo restituisce attualità al pensiero pasoliniano, ma fa di Cremona una città che crede nella cultura come strumento di crescita civile e comunitaria.

Come ha sottolineato l’assessore Luca Burgazzi, «Il Festival rappresenta un’occasione per coinvolgere i giovani e invitarli a confrontarsi con i temi della libertà, della responsabilità e del pensiero critico. Cremona crede nella cultura come spazio di partecipazione e consapevolezza».

“Amici Miei”: 50 anni di risate e malinconia – Cremona celebra il genio di Ugo Tognazzi

C’è un film che ha cambiato per sempre la commedia italiana.
Un film capace di farci ridere di gusto e, nello stesso momento, di farci pensare.
Cinquant’anni dopo la sua uscita, “Amici Miei” di Mario Monicelli continua a essere una delle opere più amate, citate e riconoscibili del nostro cinema.
E oggi, nel cuore di Cremona, si celebra non solo un anniversario, ma un pezzo di identità culturale italiana.


Ugo Tognazzi, il genio cremonese che ha dato volto all’ironia

Dal 8 al 16 novembre 2025, la Sala degli Alabardieri del Palazzo Comunale di Cremona ospita una mostra speciale dedicata al cinquantesimo anniversario di Amici Miei, a cura di Marco Dionisi Carducci, promossa dall’Associazione Strada del Gusto Cremonese, con il patrocinio del Comune di Cremona, della Camera di Commercio di Cremona, Mantova e Pavia e in collaborazione con SGP Eventi.

Un’esposizione che è molto più di un omaggio: è un racconto di cinema, amicizia e ironia, attraverso fotografie di scena, documenti originali, materiali audiovisivi e cimeli storici.
Un viaggio tra le emozioni e le “zingarate” che hanno segnato intere generazioni, con la partecipazione di Ricky e Gianmarco Tognazzi, figli di Ugo, e la collaborazione di Lorenzo Baraldi (scenografo della prima edizione del film) ed Enrico Vanzina, fratello di Carlo e aiuto regista di Monicelli.


Un capolavoro che racconta l’Italia

Uscito nel 1975, Amici Miei è una di quelle opere che hanno saputo rappresentare, con una leggerezza solo apparente, la complessità dell’Italia del dopoguerra.
Dietro ogni risata, infatti, si nascondeva la malinconia di una generazione sospesa tra sogni e disincanto, tra voglia di vivere e paura di crescere.

La regia di Mario Monicelli, la scrittura di Age e Scarpelli, Benvenuti e De Bernardi, e un cast stellare – Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Gastone Moschin, Adolfo Celi e Duilio Del Prete – hanno reso Amici Miei un’icona senza tempo.

È il film che ha regalato al linguaggio comune una parola diventata leggenda: la supercazzola, recentemente entrata ufficialmente nel vocabolario Treccani (gennaio 2025).
Una trovata linguistica che, come il film stesso, è allo stesso tempo assurda e geniale, ironica e profondamente vera.


Le “zingarate”: filosofia di vita

Le famose “zingarate” non sono solo scherzi o bravate. Sono la metafora perfetta della libertà, dell’evasione dalla monotonia e dalla rigidità sociale.
Sono l’anima del film: quel desiderio irrefrenabile di vivere senza maschere, anche a costo di sembrare folli.

Il personaggio del Conte Mascetti, interpretato da Tognazzi, incarna tutto questo.
È ironico, decadente, irresistibile.
Un uomo che, pur tra le difficoltà della vita, non rinuncia mai al potere della parola e della fantasia.
Con la sua battuta pronta e la sua “supercazzola con scappellamento a destra”, Mascetti è diventato il simbolo di un modo di ridere che è anche un modo di pensare.


La mostra: un viaggio tra immagini e memoria

La mostra di Cremona celebra questo spirito, portando il visitatore in un viaggio dentro il film e il suo mondo.
Le sale del Palazzo Comunale si trasformano in un archivio vivo di emozioni: foto di scena, copioni, manifesti, oggetti originali, frammenti video e testimonianze dirette.

Ogni immagine è un frammento di storia del cinema, ma anche una finestra sulla personalità e l’umanità di Ugo Tognazzi, attore versatile e interprete profondo di un’Italia che sapeva ridere di sé stessa.

“Amici Miei” non è solo un film: è un modo di guardare la vita.
Con quella malinconia leggera, quella libertà creativa e quella fantasia che oggi, forse, abbiamo un po’ dimenticato.


Un’eredità che parla ancora al presente

Cremona, città d’arte e di musica, diventa così anche città della memoria cinematografica.
Con questa mostra, la città celebra un figlio che l’ha resa grande nel mondo, e con lui un’intera stagione del cinema italiano.

Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno di Cremona Fiere, RGM e alla collaborazione della famiglia Tognazzi, che ha condiviso ricordi e materiali inediti.
Il taglio del nastro è previsto per sabato 8 novembre alle ore 12, alla presenza di Ricky Tognazzi e delle autorità cittadine.

L’esposizione sarà visitabile a ingresso libero fino al 16 novembre 2025.


Un film che appartiene a tutti noi

Cinquant’anni dopo, Amici Miei continua a far ridere, commuovere e riflettere.
Le sue battute sono diventate parte del nostro linguaggio, i suoi personaggi parte della nostra cultura.
E nella sua ironia si nasconde ancora una lezione preziosa: ridere non è evadere, è sopravvivere.

Festa del Torrone 2025: Cremona celebra la sua dolce tradizione

Dall’8 al 16 novembre, nove giorni di gusto, cultura e spettacolo

Cremona si prepara a celebrare la sua tradizione dolciaria più celebre con la 28ª edizione della Festa del Torrone, in programma da sabato 8 a domenica 16 novembre 2025.
Un evento che ogni anno trasforma il centro storico in un grande palcoscenico di sapori, cultura e creatività, attirando visitatori da tutta Italia e dall’estero.

L’edizione 2025 promette di stupire con un programma ricco di novità, tra installazioni spettacolari, incontri culturali e performance dal vivo, mantenendo sempre viva l’anima autentica di una festa che racconta la storia e l’identità di Cremona, città del gusto, della musica e della tradizione.


Torrone d’autore: le installazioni che uniscono arte, gusto e ingegno

Tra le attrazioni più curiose di questa edizione, due straordinarie creazioni firmate da Rivoltini Alimentare Dolciaria di Vescovato.
Un torrone olimpico con i celebri anelli delle Olimpiadi 2026, interamente realizzati in torrone, celebrerà l’unione tra sport e cultura; mentre in Piazza Roma verrà esposto un inedito torrone a forma di maxi cotechino, omaggio ironico e dolcissimo al territorio. Al termine, il dolce sarà porzionato e offerto al pubblico per una degustazione davvero unica.


Dolci esperienze tra musica, innovazione e creatività

La Piazza del Comune sarà uno dei centri pulsanti della festa.
Sotto la Loggia dei Militi, Sperlari proporrà un percorso immersivo dedicato al torrone, con un’esperienza multisensoriale tra tradizione e tecnologia: i visitatori potranno ascoltare, tramite cuffie interattive, un jingle esclusivo interpretato da Mina, voce simbolo della città e testimonial d’eccezione per l’edizione 2025.

Non mancheranno momenti pop e interattivi: il Bauttino 3D di Vergani trasformerà il celebre torroncino in un set creativo per scatti e contenuti social.
E, per gli amanti della musica, arriva il Torrone Sound Stage, un nuovo palco in Piazza Pace dove ogni sera, dalle 18.00 alle 20.00, si alterneranno musicisti e DJ per un aperitivo tutto da ascoltare e gustare.


Tradizione e spettacolo nel cuore di Cremona

Accanto alle novità, non mancheranno i grandi classici:
le maxi costruzioni di torrone, la suggestiva rievocazione del matrimonio tra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza, e l’attesissimo spettacolo finale di domenica 16 novembre, con coreografie aeree e scenografie di luce che chiuderanno in bellezza la settimana.

La festa accoglierà inoltre performance itineranti come gli Heart of Italy Pipe Band da Nonantola, con cornamuse e tamburi in perfetto stile scozzese, e i celebri Frustatori di Brisighella, custodi di un’arte popolare capace di trasformare il suono delle fruste in musica.


Gusto, solidarietà e contaminazioni creative

La Festa del Torrone 2025 sarà anche un’occasione per riflettere sui temi dell’inclusione e del valore sociale del lavoro.
Il progetto Thisability, insieme alla cooperativa Dolce e Salato – Fratelli Tutti, proporrà laboratori e degustazioni che mettono al centro la solidarietà e l’integrazione.

Non mancheranno le collaborazioni gastronomiche con protagonisti d’eccezione:

  • Francesco Redi e la Tiramisù World Cup, con il “tiramisù a portata di dita” della campionessa Barbara Tosato e la versione speciale di Cristiano Gaggion, arricchita dal torrone Rivoltini;
  • i barman AIBES, che trasformeranno il torrone in sorprendenti cocktail d’autore;
  • l’Associazione Italiana Sommelier di Sake, con un abbinamento inedito tra torrone e fermentato giapponese;
  • e l’ONAV, con degustazioni dedicate all’unione perfetta tra torrone, vermouth e passito.

Il Torrone d’Oro celebra due eccellenze cremonesi

Come da tradizione, la festa culminerà nella consegna del Premio Torrone d’Oro, simbolo di eccellenza e ambasciatore della cultura cremonese nel mondo.
Quest’anno, per la prima volta, il riconoscimento sarà doppio:

  • Il Premio all’Eccellenza Artistica e Musicale sarà assegnato alla leggendaria Mina Mazzini, voce senza tempo e orgoglio di Cremona, che nel 2025 è anche protagonista del nuovo jingle Sperlari.
  • Il Premio all’Eccellenza Culinaria andrà allo chef Daniele Persegani, volto amato della televisione e ambasciatore della tradizione gastronomica emiliana e cremonese.

Ospiti d’eccezione e incontri da non perdere

Tra i protagonisti della kermesse, il grande Maestro pasticcere Sal De Riso, simbolo dell’eccellenza dolciaria italiana, che racconterà la sua arte in un incontro dedicato alla creatività e alla passione.

Tornerà anche Edoardo Raspelli, giornalista e critico gastronomico, che condurrà due appuntamenti speciali:
uno con lo chef stellato Enrico “Chicco” Cerea del ristorante Da Vittorio, e un secondo con Dario Loison, icona dell’alta pasticceria artigianale.
Sul palco anche Renato Ardovino, celebre cake designer di Real Time, con le sue spettacolari creazioni di zucchero.


Cultura, cinema e gusto: Cremona capitale dell’eccellenza italiana

La Festa del Torrone 2025 si intreccia anche con la cultura grazie alla collaborazione con BookCity Milano:
tra gli appuntamenti letterari, la presentazione del nuovo libro di Luca Pappagallo, La magia dei sapori di casa, e il ciclo di incontri “Vivande per vivere, leggende per leggere”, con Stefania De Pascale, Alberto Grandi, Anna Prandoni e Stefano Bartezaghi.

Durante i nove giorni di festa, due mostre permanenti arricchiranno il programma:

  • la Mostra degli Abiti Storici nella Sala dei Violini di Palazzo Comunale;
  • e l’esposizione “Amici miei – 50 anni di un capolavoro”, curata da Marco Dionisi Carducci e promossa dalla Strada del Gusto, nella Sala Alabardieri.

🎶 Cremona ti aspetta per la Festa del Torrone 2025

Dal 8 al 16 novembre 2025, Cremona invita tutti a vivere una festa che celebra dolcezza, cultura, musica e arte in un’unica, straordinaria esperienza.
Una manifestazione che unisce innovazione e tradizione, gusto e spettacolo, portando la città di Stradivari ancora una volta al centro dell’Italia più autentica.

Sofonisba Anguissola: quattrocento anni dopo, una lezione che Cremona non può dimenticare

Il 16 novembre 2025 ricorre un anniversario che dovrebbe risuonare in tutta Italia, ma che per Cremona ha un significato ancora più profondo: quattrocento anni dalla morte di Sofonisba Anguissola, una delle figure più straordinarie della storia dell’arte, e la più grande pittrice che la nostra città abbia mai dato al mondo.

Nata a Cremona nel 1532, Sofonisba fu una donna libera in un tempo che la libertà femminile non la contemplava nemmeno. Allieva di Bernardino Campi, ritrattista raffinata e innovatrice, viaggiatrice tra corti e regni, fu la prima artista donna della storia a raggiungere una fama internazionale senza appartenere a un convento o a una bottega maschile.
Dipinse re e regine, nobildonne e filosofi, ma soprattutto se stessa: una donna che guarda il mondo con consapevolezza, ironia e coraggio, ben prima che la parola “emancipazione” trovasse posto nei dizionari.

Oggi, a quattro secoli dalla sua morte, Cremona la celebra con una serie di incontri dal titolo “Donne per l’arte – Conversazioni sulla figura di Sofonisba Anguissola”, un’iniziativa che si snoda dal 6 al 27 novembre tra musei, sale civiche e istituzioni culturali.
Un programma di alto valore, con la partecipazione di storici dell’arte, scrittrici, artiste e studiose, che offrirà sguardi diversi su questa figura straordinaria.

Eppure, nonostante la qualità dei nomi e l’impegno delle realtà coinvolte, una domanda inevitabile aleggia su questo anniversario: è davvero questo il modo in cui una città come Cremona può ricordare la sua più grande pittrice?
È sufficiente una serie di conversazioni, per una donna che ha sfidato il suo tempo, rivoluzionato il ruolo dell’artista e dato un contributo fondamentale alla storia della pittura europea?


Un’eredità viva, non un anniversario di calendario

Cremona non è nuova a riconoscere il valore di Sofonisba.
Nel 1994, la mostra “Sofonisba Anguissola e le sue sorelle” restituì all’Italia e al mondo il ritratto completo di una famiglia di artiste uniche, e collocò Sofonisba nel pantheon dei grandi maestri del Rinascimento.
Nel 2022, il Museo Civico Ala Ponzone ha presentato la Madonna dell’Itria, un dipinto riscoperto e restaurato nei laboratori cremonesi, proseguendo un lavoro di ricerca e tutela che ha confermato l’importanza di un’eredità ancora viva.

Ma oggi, nel 2025, la celebrazione dei quattrocento anni sembra non riuscire a superare la soglia della memoria.
L’arte di Sofonisba continua a parlarci, ma noi sembriamo non ascoltarla con abbastanza convinzione.
Forse perché in Italia — e anche qui, a Cremona — siamo abituati a considerare la cultura come qualcosa da conservare, non da rilanciare.
Eppure, la lezione di Sofonisba è esattamente l’opposto: un invito a guardare avanti, a sperimentare, a osare.


Cremona e la sfida della visione culturale

Celebrarla oggi non significa soltanto allestire una mostra (che comunque sarebbe un atto doveroso e atteso), ma riaprire una conversazione sul ruolo che l’arte e la cultura possono avere nella costruzione del futuro di questa città.
Sofonisba Anguissola non è solo un nome da ricordare, è una chiave di lettura per interpretare il presente:

  • la centralità del talento femminile e il riconoscimento del merito;
  • la connessione tra arte, educazione e formazione;
  • la capacità di trasformare la cultura in motore identitario e turistico.

Cremona, con il suo straordinario patrimonio artistico, musicale e artigianale, può — e deve — diventare un luogo in cui figure come Sofonisba tornano ad essere motori di ispirazione e partecipazione.
Un laboratorio di idee, dove arte, turismo e innovazione convivono.

Immaginiamo, ad esempio, un percorso urbano “Sulle tracce di Sofonisba”, un itinerario esperienziale che unisca musei, piazze, scuole e spazi creativi, trasformando la città in una galleria diffusa.
Oppure un festival annuale del talento femminile, dedicato alle arti visive, alla fotografia e al design, che colleghi il nome di Sofonisba alle nuove generazioni.
O ancora una residenza d’artista che inviti giovani pittrici e illustratrici a lavorare a Cremona, traendo ispirazione dai suoi luoghi e dalla sua storia.

Sono progetti concreti, coerenti con lo spirito del suo tempo e con la missione contemporanea di una città che vuole essere viva, aperta, generosa di cultura.


Una donna del Cinquecento che parla al nostro secolo

Sofonisba Anguissola non ha bisogno di essere attualizzata: lo è già.
La sua vita racconta la fatica e la bellezza di essere donna, artista, viaggiatrice, intellettuale, in un mondo che cercava di limitarla.
Ma racconta anche l’incredibile forza di chi, con il talento e la tenacia, riesce a lasciare un segno indelebile.

La sua figura racchiude tutto ciò che oggi chiamiamo empowerment, inclusione, educazione al bello.
Il suo sguardo, fiero e curioso, che ci osserva dai ritratti conservati nei musei del mondo, è ancora una lezione di coraggio e di identità.
E questo è ciò che dovremmo celebrare: non solo la sua arte, ma il suo esempio.

Perché Sofonisba non è soltanto un capitolo della storia dell’arte cremonese:
è un simbolo di ciò che l’Italia potrebbe essere quando riconosce il valore delle sue figlie migliori, e di come una città possa riscoprirsi attraverso la loro voce.


Un appello da Cremona

Per questo, il 16 novembre non dovrebbe essere solo una data da calendario, ma un punto di partenza.
Cremona ha l’occasione — e la responsabilità — di trasformare questa ricorrenza in un progetto di lungo periodo: culturale, educativo, turistico e identitario.
Non una celebrazione chiusa, ma un percorso aperto che parli alle scuole, ai musei, agli artisti, ai cittadini.

Non serve solo ricordare Sofonisba: serve ricominciare da lei.
Perché una città che sa raccontare il suo passato con intelligenza, può costruire il suo futuro con visione.

Jamie Vardy segna il suo primo gol con la Cremonese

Un pareggio di carattere contro l’Atalanta e una città in festa

Cremona ha vissuto una giornata speciale: allo Stadio Giovanni Zini, Jamie Vardy ha firmato il suo primo gol con la maglia della Cremonese, nella sfida terminata in pareggio contro l’Atalanta.
Un gol che vale più di una semplice rete: è il simbolo dell’entusiasmo e della determinazione che stanno accendendo la stagione grigiorossa.

Lo stadio ha esploso di gioia al momento del gol dell’attaccante inglese, accolto con grande affetto da un pubblico che sa riconoscere la passione autentica.
Il pareggio finale lascia un po’ di amaro in bocca, ma conferma una Cremonese solida, combattiva e sempre più protagonista.


Il primo sigillo di Vardy e la passione di Cremona

Con il suo primo centro in Italia, Jamie Vardy aggiunge un nuovo capitolo a una carriera straordinaria e porta a Cremona un’energia tutta nuova.
Il suo gol non è solo un gesto sportivo, ma un momento di connessione tra il calcio e l’anima della città: determinazione, cuore e autenticità.

Da Stradivari al Torrazzo, dalla musica al calcio, Cremona dimostra ancora una volta di essere una città capace di emozionare in ogni forma: la stessa intensità che risuona nelle note di un violino si ritrova ora nei cori dei tifosi allo Zini.

Mercatini sotto il Torrazzo: Crema celebra l’autunno tra tradizione, artigianato e scoperta

Per il terzo anno consecutivo, il centro storico di Crema si prepara ad accogliere uno degli eventi più amati dell’autunno: i Mercatini sotto il Torrazzo, in programma domenica 26 ottobre dalle 9 alle 19.
Un appuntamento che è ormai diventato un punto di riferimento nel calendario delle manifestazioni cittadine, capace di unire la valorizzazione delle tradizioni locali alla promozione dell’artigianato e dei prodotti del territorio.


🎨 Un weekend di autenticità e convivialità

L’atmosfera del centro storico si tingerà dei colori caldi dell’autunno: vie e piazze accoglieranno espositori provenienti da tutta la Lombardia con un’offerta che spazia dall’artigianato artistico all’hobbismo, fino alle specialità gastronomiche locali e ai prodotti di stagione.

Un’occasione perfetta per vivere Crema in modo autentico — passeggiando tra profumi di caldarroste, stand di miele, conserve, ceramiche, stoffe, e creazioni realizzate a mano — immersi nella cornice suggestiva del Torrazzo, simbolo identitario della città.


🍄 La 23ª Mostra Micologica: natura e conoscenza

Tra i momenti più attesi della giornata spicca la 23ª Mostra Micologica, organizzata dal Gruppo Micologico di Crema.
L’esposizione proporrà tra le 150 e le 200 specie di funghi, raccolte nel territorio cremasco e nelle Prealpi bergamasche e bresciane, a testimonianza della straordinaria varietà del patrimonio naturale lombardo.

L’iniziativa, realizzata grazie all’impegno di una trentina di volontari, unisce rigore scientifico e passione divulgativa: un percorso che accompagna i visitatori alla scoperta del mondo dei funghi, tra curiosità, differenze e caratteristiche delle varie specie.
Un momento di incontro e apprendimento che unisce grandi e piccoli, esperti e semplici curiosi, promuovendo una maggiore consapevolezza ambientale e sicurezza nella raccolta.


🌾 Crema, una città che valorizza il territorio

L’Amministrazione comunale invita cittadini e visitatori a partecipare a una giornata all’insegna della convivialità, della scoperta e del valore delle tradizioni locali.
I Mercatini sotto il Torrazzo rappresentano non solo un’occasione per fare acquisti o degustazioni, ma un modo per riscoprire il piacere della socialità e l’identità viva del territorio cremasco.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "Gaadün ASSESSORATO AL COMMERCIO MERCATINI sotto il Torra22o 2025 d'Autunno Domenica 26 ottobre 0 Piazza Duomo, CETA dalle9.00 dalle 9.00 alle 19.00 IDO 의 0"

Sergej Krylov e Fazil Say protagonisti al Museo del Violino

Un incontro straordinario tra talento, emozione e innovazione musicale

Cremona si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi della stagione concertistica: il Krylov Violin Project, in programma domenica 26 ottobre alle ore 21 al Museo del Violino.

L’evento rientra nel cartellone di STRADIVARIfestival – La Stagione, la rassegna che ogni anno porta nel cuore della città i più grandi protagonisti della musica internazionale, celebrando l’eredità di Antonio Stradivari e la tradizione liutaria cremonese.


Un dialogo tra due giganti della scena musicale

Sul palco si incontreranno Sergej Krylov, violinista di fama internazionale profondamente legato a Cremona, e Fazil Say, pianista e compositore turco tra i più originali e visionari del nostro tempo.

La loro collaborazione dà vita a un dialogo artistico che unisce virtuosismo, sensibilità e libertà interpretativa: due linguaggi diversi che si fondono in un’unica, travolgente espressione musicale.

Il programma del concerto attraversa Schumann, Bartók, Wagner e le composizioni dello stesso Fazil Say, offrendo al pubblico un viaggio tra i grandi classici europei e la contemporaneità più sorprendente.


Sergej Krylov, una storia che passa per Cremona

Nato a Mosca in una famiglia di musicisti, Sergej Krylov ha trovato in Cremona una seconda casa artistica.
Il suo rapporto con la città della liuteria non è solo professionale, ma anche affettivo: qui, dove la perfezione del suono è cultura viva, il violinista esprime al meglio la sua ricerca di purezza timbrica e intensità espressiva.

Oggi Krylov è considerato tra gli interpreti più raffinati del panorama internazionale, con collaborazioni prestigiose con orchestre come la Filarmonica della Scala, la London Philharmonic e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Accanto a lui, Fazil Say, artista capace di superare i confini tra generi e stili, alterna l’interpretazione pianistica alla composizione di opere che uniscono le radici musicali turche alla tradizione occidentale.
Il risultato è un dialogo dinamico, profondo e imprevedibile — esattamente come la musica dovrebbe essere.


Cremona, la città che fa vibrare la musica

Con il STRADIVARIfestival, Cremona si conferma capitale mondiale della liuteria e laboratorio d’eccellenza per la musica contemporanea.
Ogni concerto diventa un invito a scoprire non solo l’arte del suono, ma anche il patrimonio culturale e architettonico di una città unica al mondo: i palazzi storici, le botteghe dei maestri liutai, le piazze che ancora oggi risuonano della genialità di Stradivari.

Vivere un concerto al Museo del Violino significa entrare nel cuore stesso della musica, in un luogo dove passato e futuro si incontrano in perfetta armonia.


Scopri di più

Tutti i dettagli sul programma di STRADIVARIfestival e le modalità di prenotazione sono disponibili su 👉 www.stradivarifestival.it

Per chi ama la musica, Cremona è più di una meta: è un’esperienza da vivere con tutti i sensi.

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🌿 59ª Sagra delle Radici di Soncino: tradizione, gusto e territorio

Torna puntuale come ogni anno, la Sagra delle Radici di Soncino, una delle manifestazioni più longeve e amate della provincia di Cremona, che domenica 26 ottobre 2025 animerà il borgo storico con profumi, sapori e colori d’autunno.

Giunta alla 59ª edizione, la Sagra celebra la radice amara di Soncino, una verdura unica che da secoli caratterizza l’identità agricola del territorio. Dietro il suo gusto deciso e la forma simile a una carota, si nasconde un concentrato di virtù benefiche: depurativa, ricca di inulina, amica dell’intestino e del sangue. Un prodotto della terra che unisce bontà e salute, simbolo perfetto della sapienza contadina cremonese.

Un borgo in festa

Organizzata dalla Pro Loco di Soncino con il patrocinio del Comune di Soncino, la Sagra trasformerà il borgo medievale in un vivace percorso di sapori e tradizioni.
Dalle ore 10, nel centro storico si snoderanno oltre 100 stand con prodotti agricoli, specialità enogastronomiche, artigianato e curiosità locali.
Lungo via Matteotti e nelle piazze principali si alterneranno esposizioni artistiche, spazi per le associazioni, musica popolare e l’allegria dei celebri Gioppini di Bergamo, che porteranno le loro melodie tra le vie del borgo.

Gusto, famiglia e sostenibilità

La festa è pensata anche per le famiglie: nel Piazzale della Filanda, i volontari di Lega Ambiente Valle dell’Oglio coinvolgeranno i più piccoli in giochi educativi dedicati all’ambiente, come il “quiz del cigno” e il “gioco della differenziata”.
Per chi ama la buona tavola, l’appuntamento è in Piazza Garibaldi, dove il Punto Ristoro della Pro Loco offrirà piatti tipici a base di radici, accompagnati da panini, salamelle, mostarda di Cremona, vino, birra e – grande novità di quest’anno – la polenta taragna. Un’occasione per riscoprire i sapori autentici della tradizione, cucinati con ingredienti locali e passione.

Una Sagra “di qualità”

Dal 2022, la Sagra delle Radici può fregiarsi del titolo di “Sagra di Qualità”, marchio istituito da UNPLI (Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia) e conferito solo agli eventi che valorizzano realmente i prodotti tipici e promuovono il territorio.
Un riconoscimento meritato per una manifestazione che, anno dopo anno, ha saputo crescere mantenendo intatto lo spirito originario: unire comunità, cultura e gastronomia nel cuore di uno dei Borghi più belli d’Italia.

Alla scoperta di Soncino

Durante la giornata, la Pro Loco organizzerà visite guidate ai monumenti, alle chiese e ai musei di Soncino, offrendo ai visitatori un’occasione per immergersi nella storia e nelle bellezze architettoniche del borgo: la Rocca Sforzesca, le antiche mura, il Museo della Stampa e le vie lastricate che raccontano secoli di vita.

La Sagra delle Radici è molto più di un evento gastronomico: è un viaggio nel tempo, nella memoria e nel gusto. Un modo per celebrare il legame profondo tra la terra e la sua gente, nel cuore di una Cremona autentica e accogliente.

Castelverde celebra Ugo Tognazzi: un doppio evento nel segno del genio cremonese

Castelverde si prepara a vivere un fine settimana all’insegna del cinema, della memoria e dell’orgoglio cremonese. A trentacinque anni dalla scomparsa di Ugo Tognazzi, uno dei più grandi interpreti del cinema italiano del Novecento, il comune alle porte di Cremona ospita un doppio appuntamento dedicato al suo talento e alla sua eredità artistica.

Le iniziative si terranno all’Auditorium “De André” del Centro Culturale Agorà, luogo simbolico di cultura e comunità.

Uno, due, tre… 100 Ugo!

Venerdì 24 ottobre alle 21 andrà in scena lo spettacolo “Uno, due, tre… 100 Ugo!”, un viaggio tra parole, musica e immagini che racconta le origini dell’attore e il suo legame profondo con la città di Cremona.
La serata, condotta dal giornalista Giorgio Barbieri, vedrà la partecipazione di Giovanni Bodini con letture tratte da L’Abbuffone, intervallate da momenti musicali dal vivo con Giovanni Guerretti al pianoforte, Loris Leo Lari al contrabbasso, Lorenzo Colace alla chitarra, Simone Gagliardi alla batteria e la voce di Corrado Villa.

Un racconto corale e appassionato che rievoca l’ironia, l’umanità e la libertà creativa di un artista che ha saputo attraversare il cinema, la televisione e la cucina con la stessa curiosità e profondità.
L’evento è già sold out, segno dell’affetto che il pubblico cremonese continua a portare a Tognazzi.

Ricky Tognazzi presenta il libro “Ugo”

Il giorno successivo, sabato 25 ottobre alle 17, sarà Ricky Tognazzi il protagonista di un incontro speciale dedicato al padre. Il regista e attore presenterà il volume “UGO, la vita, gli amori e gli scherzi di un papà di salvataggio” (RaiLibri, 2022), scritto a otto mani insieme ai fratelli Gianmarco, Thomas e Maria Sole.
Dialogando con la cugina cremonese Bice Brambilla Maffi, Ricky Tognazzi racconterà un Ugo privato, ironico e affettuoso, lontano dai riflettori ma sempre fedele alla sua autenticità.

Un tributo al cuore cremonese di Ugo Tognazzi

Con questi due appuntamenti, Castelverde e l’amministrazione comunale confermano la volontà di mantenere vivo il legame con uno dei più grandi ambasciatori culturali del territorio.
Nato a Cremona nel 1922, Ugo Tognazzi ha portato nel cinema italiano uno sguardo unico: ironico, disincantato, profondamente umano. La sua carriera, costellata di ruoli iconici e collaborazioni con maestri come Monicelli, Ferreri, Risi e Scola, resta un punto di riferimento per generazioni di attori e spettatori.

Oggi la sua memoria continua a ispirare nuove narrazioni e a rinnovare l’orgoglio di una città che lo considera, a pieno titolo, uno dei suoi figli più illustri.

L’Auditorium “De André” dispone di soli 100 posti: se la serata di venerdì è già completa, per l’incontro di sabato restano ancora alcuni posti disponibili (prenotazioni ai numeri 338 9229894 e 389 2981373).

Cultura, territorio e memoria

Questo doppio evento non è solo un omaggio a un grande attore, ma anche un’occasione per riscoprire il valore della cultura cremonese e del suo territorio. Un invito a guardare con nuovi occhi a una tradizione di talento, ironia e passione che, da Cremona, ha saputo conquistare il mondo.

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